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20 apr 2022

Centrale a metano a Lodi, polemica accesa

Mille firme di contrari ai lavori in corso all’ex Macello. Il candidato Furegato: meglio un’altra collocazione

20 apr 2022
paola arensi
Cronaca
Un rendering della centrale a gas in costruzione all’ex macello diffuso nei giorni scorsi dai cittadini contrari
Centrale a metano
Un rendering della centrale a gas in costruzione all’ex macello diffuso nei giorni scorsi dai cittadini contrari
Centrale a metano

Lodi, 21 aprile 2022 - Sono mille le firme raccolte, tramite una petizione di Legambiente, contro la realizzazione in zona ex Macello della nuova centrale a metano, per potenziare il teleriscaldamento di Lodi. Si chiede una riconversione a pompa di calore nel rispetto dell’ambiente, questo anche considerata la carenza possibile di combustibili fossili. La petizione è stata diffusa on line (https://www.change.org/LodiNocentraleAGas). Si chiede alla sindaca di Lodi, Sara Casanova, e a Linea Green (A2A), che sta realizzando l’intervento (e ha già ribadito l’utilizzo di nuove tecnologie per la massima tutela ambientale possibile): di fermare i lavori e installare pompe di calore o fonti rinnovabili a emissioni zero; nessun nuovo camino in città; meno combustibili fossili; riduzione dei costi di riscaldamento e migliore qualità della vita a Lodi".

Ieri Andrea Poggi di Legambiente, promotore dell’iniziativa, ha aggiornato: "Martedì sera in Commissione c’è stata la conferma: A2A non ha presentato nessun programma contro il caro-riscaldamento, solo nuove centrali a gas. E la sindaca niente. Di inquinamento e caro bollette non ne parla neanche. Continuiamo a divulgare il dossier sul tema presentato dal gruppo dei cittadini residenti in Tribunale. Intanto Andrea Furegato, candidato sindaco per la coalizione di centrosinistra, ha affermato che questa centrale, se anche riusciranno a costruirla, sarà la prima a chiudere. Facendo capire che se sarà eletto contatterà l’azienda per rivedere il progetto e trovare un altro sito più idoneo".

"Spostare la centrale? Questa strada, paventata dal candidato sindaco, non è più percorribile già dal 2015, con l’accordo preso dall’amministrazione Uggetti, che fin dall’inizio era a conoscenza dello sviluppo futuro dell’impianto – replica la sindaca Sara Casanova –. In un atto pubblico del 2015 si trovano i disegni tecnici della centrale di emergenza come oggi è in via di realizzazione, senza bisogno di inventare rendering. L’esistenza di questi documenti conferma la cattiva fede di chi all’epoca, ben conoscendo i piani per quest’area, ha dato il suo assenso, gli stessi che oggi mi attaccano, gli stessi che sostengono, evidentemente mal consigliandolo, il candidato sindaco di centrosinistra. Chiedere all’azienda di "spostare l’impianto in un luogo più appropriato" è un’ingenua assurdità e una falsa promessa. L’iter non si può cambiare: l’azienda, dal 2015, ha già ricevuto tutte le autorizzazioni, comprese quelle ambientali. In questo quadro, non è il luogo a dover essere “appropriato”, ma il nostro impegno per garantire la tutela dei cittadini e dell’ambiente".

 

 

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