Cattedrale Vegetale a Lodi
Cattedrale Vegetale a Lodi

Lodi, 2 gennaio 2019 - La super perizia sulla Cattedrale vegetale sarebbe dovuta arrivare prima di Natale. A oggi però l’atto non è ancora stato depositato in Broletto. Il tecnico incaricato dal Comune (l’ingegnere Emilio Angelo Cesari), chiamato a fare luce sui cedimenti, potrebbe essere ancora a lavoro per esaminare le cause del crollo del 21 ottobre di una ventina delle 108 colonne dell’opera di Giuliano Mauri. Sotto esame è finito il terreno dove sorge la Cattedrale sull’Adda e il legno delle colonne che sono cadute.

L’intervento costerà 20mila euro (somma prelevata dal fondo di riserva comunale). Il Broletto, che ha chiuso gli accessi all’area fino al 27 febbraio, si prepara dunque a decidere sul futuro della famosa opera ideata dall’artista lodigiano scomparso nel 2009, che occupa un’area di 1.630 metri quadrati in area ex Sicc ed è costituita da 108 colonne di legno che compongono le 5 navate. In attesa di una risposta anche i rappresentanti dell’associazione Giuliano Mauri, gli eredi dell’artista lodigiano, che hanno curato la realizzazione della Cattedrale a Lodi. Diventata un simbolo del capoluogo e luogo di attrazione per i turisti, già da quest’estate le folate di vento avevano minato le caratteristiche navate della Cattedrale vegetale, colonne in legno che richiamano le architetture gotiche. La ferita più grave era stata inferta da una tromba d’aria che aveva spezzato i suoi pilastri nel mese di ottobre.

Da allora sono state compiute delle verifiche tecniche e organizzati dei sopralluoghi, ma per far rivivere la suggestiva creazione artistica occorre attendere la decisione del Broletto. Intanto, la Giunta Casanova il 27 dicembre ha approvato lo stanziamento di un contributo di 15mila euro a una ditta privata che dovrà occuparsi dell’intervento di manutenzione mirata e messa in sicurezza delle colonne della Cattedrale vegetale che sono ancora in piedi. Approvato alla fine del 2014 dal municipio, il progetto dell’opera si era articolato in due fasi: la realizzazione di un rinforzo arginale, eseguita nel 2015, e la costruzione dell’architettura, avviata nel maggio del 2016. Il costo complessivo è di 280mila euro, finanziato per 125mila euro da uno stanziamento della Regione Lombardia e per 155mila euro da contributi di sponsor privati.