LAURA OLGA MARIA DE BENEDETTI
Cosa Fare

Festival della Fotografia Etica: a Lodi il mondo in 700 immagini. Cosa vedere

Sabato 30 settembre il primo dei cinque fine settimana dedicati alla XIV edizione della rassegna. Da non perdere la mostra del World Press Photo

Gli effetti devastanti dei cambiamenti climatici in Bangladesh: foto di Mohammad Rakibul

Gli effetti devastanti dei cambiamenti climatici in Bangladesh: foto di Mohammad Rakibul

Lodi, 28 settembre 2023 – Sarà ‘Elegia lodigiana’ che inaugura sabato 30 settembre alle ore 11, nell’ex Cavallerizza di via Fanfulla, con una visita guidata dell’autore Gabriele Cecconi, a dare il via alla XIV edizione del Festival della Fotografia Etica, che ogni anno porta a Lodi migliaia di visitatori e che per il 2003 sarà fruibile nei weekend dal 30 settembre al 29 ottobre.

700 immagini in mostra

Ma non bisogna farsi trarre in inganno. Come sempre il Ffe ci apre l’obiettivo sull’intero pianeta: sono 20 mostre, quasi 100 fotografi da 40 paesi diversi e 5 continenti, per un totale di oltre 700 immagini esposte. E se il focus sono gli scatti vincitori del World report award, uno spazio d’eccezione hanno le immagini della tappa lombarda del World Press Photo con oltre 150 immagini dai 5 continenti e le 70 esposizioni del Circuito Off in bar e ristoranti, ad arricchire l’aria festivaliera per le strade di Lodi.

L’etica del Festival

Perché si parla della Festival della Fotografia Etica? Le immagini filtrate che arrivano dal mondo ci mostrano di culture, storie, ambienti relativi a diverse latitudini, ma anche di guerre, migrazioni, terremoti, cambiamenti climatici tutti così terribilmente uguali: le macerie, le bombe, il fuoco, le alluvioni, i migranti e i morti nel Mediterraneo, nel particolare, possono risultare indistinguibili l’una dall’altra. Si tratta di scatti che ci impongono una riflessione sulla moralità delle azioni umane. Le storie raccontate per immagini, sottolinea Alberto Prina, tra i fondatori del Ffe, sono “uniche, emozionanti e necessarie” perché ci impongono di essere “testimoni del nostro tempo” e possono spingerci a “dare un nostro contributo”: immancabili le scene di guerra, di aree stravolte dai cambiamenti climatici, dei popoli migranti e dei morti nel Mediterraneo: la speranza è solo negli occhi che non sono già colmi di orrore.

Ffe 2023: cosa vedere

Il World Report Award Cuore espositivo del Festival è il World Report Award - Documenting Humanity: in mostra a palazzo Barni i vincitori per categoria. La ‘master’ è stata vinta da Evgeniy Maloletka con il reportage L'assedio di Mariupol in Ucraina da parte dei Russi. Anche la categoria student, vinta da Gerd Waliszewski con Between the Sirens, propone il tema della guerra con giovani che cercano la normalità tra una sirena e l’altra di allarme bombardamento. La sezione single shot, scatto unico e non un reportage, aperta presso la Centropadana, è stata vinta da Mohammad Rakibul Hasan con l'immagine The Blue Fig, una riflessione sul riscaldamento globale che sembra avere un impatto sproporzionato su alcuni Paesi piuttosto che altri, come ad esempio il Bangladesh. Il World Press Photo In esclusiva per la Lombardia il Festival ospita, presso Bipielle Arte, la mostra internazionale itinerante del World Press Photo, il grande concorso internazionale di fotogiornalismo e fotografia documentaria più famoso al mondo che si svolge da oltre 50 anni: quasi 150 immagini che arrivano dai 5 continenti per raccontare storie incredibili pubblicate sulle maggiori testate internazionali, come National Geographic, BBC, CNN, The New York Times, Le Monde, El Pais. Sguardo sul mondo La sezione Uno Sguardo sul Mondo, presso il Palazzo della Provincia, propone un percorso realizzato in collaborazione con Agence France-Press sulla crisi climatica: siccità, incendi, inondazioni sono sempre più frequenti così come l’innalzamento del livello del mare, lo scioglimento dei ghiacciai e le ondate di caldo, fenomeni che interessano diverse aree del pianeta. Il Santuario degli elefanti Lo Spazio Approfondimento quest’anno proporrà due nuovi progetti dell'organizzazione no-profit Vital Impacts alla cui guida vede Ami Vitale, nota fotografa del National Geographic. La mostra si presenta in una duplice versione, outdoor e indoor. La prima sarà allestita presso i giardini pubblici della città e vedrà esposte una cinquantina di immagini di giovani fotografi provenienti da tutto il mondo che hanno partecipato al Vital Impact Grant, premio nato per supportare coloro che si impegnano nell'ambito della fotografia naturalistica e dell'attivismo a favore del Pianeta. La versione indoor, invece, vedrà protagonisti molti maestri della fotografia naturalistica i cui lavori saranno esposti nell'ex-chiesa dell'Angelo. Queste immagini fanno parte della collezione invernale di scatti che i loro autori hanno concesso per una raccolta fondi, che ha l'obiettivo di sostenere il Reteti Elephant Sanctuary in Kenya, luogo per cui Ami Vitale, fondatrice di Vital Impact, si spende da molto tempo. Migranti e morti sul lavoro Lo Spazio No Profit nel chiostro del ex-ospedale Gorini quest’anno sarà ricco di ben 4 progetti: il fotografo Filippo Venturi per l’organizzazione PSCORE con Awakenings, progetto che racconta come ogni anno molti nordcoreani, in prevalenza donne, tentano di scappare in cerca di una vita migliore per loro e per le proprie famiglie; la spagnola Maria Clauss per l’ONG Medicos del Mundo con Donde no habite el olvido, sulle vittime delle rappresaglie della guerra civile spagnola; Davide Torbidi per la Camera del Lavoro Lodi con il progetto Ho visto e non ho più dimenticato, sulla scottante tematica degli elevati numeri di infortuni e morti sul lavoro in Italia; infine il progetto Vivere la bellezza della Società Cooperativa Sociale ONLUS Nuova Assistenza, che ha trasformato alcune opere d’arte fra le più note al mondo. Le vite degli altri Lo spazio tematico Le vite degli altri, è ospitato a Palazzo Modignani e racconta della vita nella Silicon Valley, nelle province del Sichuan e del Qinghai, al confine tra Cina e Tibet, a Belfast e in Groenlandia. In questo contesto anche Elegia Lodigiana: il fotografo Gabriele Cecconi, reportagista di fama internazionale con esperienza su tematiche ambientali, grazie ad un bando del Ministero ha fotografato il territorio che vive la crisi idrica che dal 2022 ha investito il nord-Italia. Il circuito Off per un festival immersivo Contemporaneamente al Festival si svolgerà FFE – OFF, un circuito di mostre fotografiche, esposte in negozi, bar, ristoranti, gallerie, circoli culturali e aree pubbliche della città. Lo scopo di FFE – OFF è quello di valorizzare e diffondere le opere di chiunque voglia proporre le proprie realizzazioni del Festival proporrà le consuete visite guidate per le scolaresche su prenotazione dal lunedì al venerdì per studenti delle scuole primarie, secondarie di primo e secondo grado, accademie e scuole di fotografia.

Laboratori per bambini

Nelle domeniche di ottobre il team educational offrirà inoltre la possibilità di frequentare i Kids Labs, laboratori fotografici per bambini e ragazzi dai 5 agli 11 anni per avvicinarsi alla fotografia e scoprire il mondo attraverso le immagini. Un’edizione caratterizzata oltre che per la qualità delle mostre anche per il livello degli incontri, le visite guidate con i fotografi, le letture portfolio, le presentazioni di libri e per le attività educational, che verranno organizzate come di consueto in presenza, ma anche online per le scolaresche che a causa della distanza non potranno recarsi a Lodi.

Festival della Fotografia Etica: gli orari

Caratteristica del Festival, che attrae sempre migliaia di turisti (ingresso giornaliero 19 euro; mensile 21 euro), è di essere aperto per 5 fine settimana: si inizia sabato 30 settembre, si chiude il 29 ottobre (orario 9.30-20); fanno eccezione giovedì e venerdì dalle 14 alle 20 per il solo World Press Photo al Bipielle Arte e le visite guidate mattutine per le scuole.

Costo e acquisto del biglietto

E’ possibile acquistare il biglietto giornaliero di 19 euro o l’abbonamento per tutte e 5 le giornate di 21 euro presso la biglietteria in Piazza Broletto, 1 a Lodi (tra Duomo e Municipio), aperta negli stessi giorni e orari del Festival. L’ingresso è gratuito per disabili con accompagnatore (ma le sedi di Palazzo Barni e della Banca Centropadana non sono accessibili per tutti per la presenza di scale), minori di 12 anni. Al biglietto giornaliero scontato a 17 euro hanno diritto over 65, studenti fino a 18 anni, universitari, studenti di scuole fotografiche, soci di alcuni circoli e associazioni. I biglietti sono acquistabili anche online: in tal caso non è necessario passare dall’unica biglietteria e si evitano code: basta presentarsi alle mostre con biglietto sul cellulare. E’ prevista però una maggiorazione per la prevendita.

Il biglietto per accedere alla mostra del World Press Photo nelle giornate di giovedì e venerdì (ore 14-20, presso Bipielle Arte), di 10 euro, è acquistabile esclusivamente online.