A Lodi torna Festival della Fotografia Etica: quando inizia e il programma

Dal 25 settembre al 24 ottobre la 12esima edizione. Speciale dedicato a Gino Strada

Alain Schoreder
Alain Schoreder

Lodi, 24 settembre 2021 - Guerre, cambiamenti climatici, pandemia e uno speciale su Gino Strada. Sono questi, in estrema sintesi, i temi che toccherà il Festival della Fotografia Etica che dal 25 settembre al 24 ottobre torna a raccontare a Lodi il mondo in cui siamo immersi. In questa 12esima edizione sono ben 20 le mostre previste nelle prestigiose sedi espositive della città e in spazi all’aperto. E ci sono 80 fotografi da ogni parte del pianeta pronti a mostrare i loro progetti inediti. Una delle edizioni più forti di sempre. Oltre che per la qualità delle mostre proposte dagli organizzatori di Progetto immagine e dal curatore Alberto Prina, il Festival si connoterà per il livello degli incontri, le visite guidate con i fotografi, le letture portfolio, le presentazioni di libri e per le attività educational destinate agli studenti delle scuole medie e superiori. Cuore del festival di Lodi rimane il World Report Award.

Sei le sezioni che lo compongono, con i relativi vincitori scelti dalla Giuria composta da Svetlana Bachevanova, direttrice esecutiva della Fondazione FotoEvidence, Lauren Steel, co-fondatrice di Visual Thinking Collective, Gary Knight fotografo e direttore dell’agenzia fotografica VII, Alberto Prina e Aldo Mendichi, coordinatori del Festival della Fotografia Etica. Presente la categoria MASTER, vinta dall’italiano Nicolò Filippo Rosso con Exodus, viaggio che documenta la lunga marcia di rifugiati e migranti dal Venezuela alla Colombia e dall’America centrale al Messico e agli Stati Uniti, in cerca di pace e libertà. La categoria SPOTLIGHT va al polacco Jedrzej Nowicki e alla sua The Scars, resoconto di quella che oggi è considerata la più grande protesta antigovernativa nella storia della Bielorussia, iniziata nell’agosto 2020.

La sezione SINGLE SHOT con lo scatto singolo del belga Alain Schroeder dal titolo Saving Orangutans, che denuncia il pericolo di estinzione dell’orango in Indonesia a causa della deforestazione incontrollata. Sono molte altre le mostre che si possono vedere per Fotografia Etica 2021. Tra queste, lo spazio approfondimento trova spazio all’ex Chiesa dell’Angelo in via Fanfulla. Qui è da non perdere l'appuntamento con il grande fotografo statunitense Eugene Richards e la sua mostra inedita in Italia, dedicata alla trasformazione, sociale e paesaggistica, dell'America profonda del delta dell'Arkansas, tra storie di povertà, razzismo, violenza e di uguaglianza ancora non raggiunta. E poi la sezione Uno Sguardo sul Nuovo Mondo, che propone due percorsi realizzati in collaborazione con Agence-France Presse: il primo dedicato a Usa e Siria, con le mostre collettive La democrazia americana messa alla prova. Una nazione divisa, e Siria: dieci anni di conflitto; il secondo dell'iraniano Farshid Tighehsaz, con la sua The New Name of Death sull'impatto del covid in Iran. Due le mostre nello Spazio Outdoor ai Giardini pubblici di via IV Novembre: quella della fotografa americana Ami Vitale dal titolo A Daring Giraffe Rescue, cronaca del salvataggio drammatico e pirotecnico di un gruppo di giraffe di Rothschild dall'isola di Longicharo, un pinnacolo roccioso di lava nel mezzo del lago Baringo, nel Kenya occidentale, e Pandemic Pigeons - A Love Story dell'olandese Jasper Doest, che racconta la vicenda di Ollie e Dollie, una coppia di piccioni selvatici divenuti "amici" della famiglia del fotografo isolata in casa durante i mesi del Covid.

Un imperdibile focus è quello dedicato a Gino Strada, dal titolo Un ricordo per Gino, presso il chiostro del Museo Paolo Gorini. Gli organizzatori hanno deciso di riproporre la mostra di Giulio Piscitelli sugli ospedali di Emergency a Kabul e Lashkar Gah, oltre a organizzare una raccolta fondi a favore dell'associazione. Novità di quest’anno, poi, è lo Spazio Freedom, con i lavori di Fiorella Baldisserri e Lorenzo Pesce. La prima che racconta la storia di Morris Donini, bolognese, che tutti conoscono come Morris il “cinemaio”, un artigiano della pellicola che in questo anno di chiusura forzata a causa della pandemia ha deciso di continuare a proiettare film a sala vuota. Mentre la seconda racconta gli adolescenti che hanno espresso i sogni, incubi e desideri vissuti durante la pandemia. Queste sono le uniche due mostre che non si svolgeranno a Lodi, bensì per la prima volta nel vicinissimo Comune di Montanaso Lombardo, all’aperto in piazza della Spiga. Immancabile l’appuntamento con il Premio Voglino che quest’anno è stato assegnato ad Alfredo Bosco e al suo Forgotten Guerrero. Si tratta di un reportage che documenta l’attuale situazione politica e sociale dello stato messicano di Guerrero, un posto unico per la violenza e i disordini nella guerra per le droghe del paese. Lo spazio espositivo sarà quello della Banca Centropadana.