La protesta dei trattori non si ferma: gli agricoltori del Castanese in presidio al casello della A4

Uno degli imprenditori agricoli spiega: “In questi anni i potentati economici hanno dettato norme che ci penalizzano. Ma non vogliamo creare disagi”

Arluno (Milano) – Giovedì pomeriggio e ieri una trentina di agricoltori del Castanese, Legnanese e Magentino, con in loro trattori, ha presidiato un’area nelle vicinanze del casello autostradale della Milano-Torino. Poi si sono incolonnati e hanno percorso alcuni chilometri tra le due rotonde che anticipano l’entrata al casello. "Non è nostra intenzione creare disagi alla popolazione, per questo ci siamo limitati ad un breve tragitto senza arrivare sino alla statale" afferma Sandro Passerini.

Gli agricoltori ne hanno già annunciato un terzo, la prossima settimana. "Dobbiamo tenere alta l’attenzione in previsione del prossimo consiglio dei ministri europeo, con la commissione agricoltura" aggiunge. A protestare non sono solo gli agricoltori ma tutto il sistema agro-alimentare. "In questi anni i potentati finanziari economici hanno dettato e fatto dettare normative che vanno a penalizzare l’Europa e quindi anche l’Italia rispetto a tutto il sistema globale dell’alimentazione" aggiunge Passerini. La redditività resta il problema maggiore per le aziende agricole che vedono aumentare sempre più i costi di produzione a fronte di ricavi sempre minori.

La protesta degli agricoltori con i loro trattori organizzata vicino al casello dell’autostrada
La protesta degli agricoltori con i loro trattori organizzata vicino al casello dell’autostrada

"Negli ultimi 20 anni abbiamo sempre fatto quello che ci diceva l’Europa - testimonia il castanese Paolo Noè -. Ci hanno fatto diminuire i nitrati, ci hanno fatto fare i vasconi. Il diserbo è permesso solo in giorni precisi, quando non piove, registrando tutto sui quaderni di campagna. Rispetto a tanti anni fa si usano sempre meno pesticidi: quando prima si usavano dei chili di molecole per ettaro adesso se ne usano pochi grammi. Usiamo solo i prodotti che sono leciti, nei limiti imposti. Ci denunciano che buttiamo veleni: quello che usiamo sono solo prodotti validati dal ministero della Sanità, opportunamente testati".

"Abbiamo norme precise per lo smaltimento dei fanghi e degli scarti che rispettiamo e attuiamo a spese nostre anche se nessuno ci riconosce nulla. Per questo pretendiamo che quando si va a vendere il nostro prodotto ci sia sostanzialmente il rispetto per la nostra attività. Ci diano anche a noi la possibilità di usare gli Ogm e i prezzi caleranno". "Ci obbligano a usare semi senza concia per la storia delle api che morivano ma i danni provocati dai corvi e dai piccioni, che mangiano i semi, questi non si raccontano mai".