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23 mar 2022

Manifattura Legnanese Lì si ridisegna il centro

Primi incontri tra operatore e amministrazione comunale per recuperare un bene simbolo per tutta la comunità

Una delle visite nel sito, aperto ai cittadini: l’iniziativa potrebbe essere riproposta
Una delle visite nel sito, aperto ai cittadini: l’iniziativa potrebbe essere riproposta
Una delle visite nel sito, aperto ai cittadini: l’iniziativa potrebbe essere riproposta

La ex Crespi è certamente importante, ma non c’è dubbio che gli occhi di tutti siano puntati sulle sorti dell’altra area acquisita in città da Officine Mak, vale a dire la ex Manifattura Legnanese: 41mila metri quadrati in pieno centro cittadino che, seppur venduti a un prezzo superiore rispetto alla base di 3.15 milioni di euro, avevano ormai una valutazione davvero appetibile e ben lontana dagli oltre 20 milioni di euro della prima asta.

A fine febbraio era stata cancellata anche l’ultima incognita che ancora frenava le mosse degli acquirenti, allo scadere del termine che avrebbe permesso alla Soprintendenza di esercitare una prelazione.

"Con grande soddisfazione abbiamo concluso l’iter del passaggio di proprietà della ex Manifattura di Legnano, un simbolo per la tutta la comunità a cui finalmente restituiremo un nuovo futuro e una nuova vita – aveva commentato allora Daniele Consonni, ceo di Officine Mak –. Presto intavoleremo i dovuti dialoghi per ascoltare le esigenze dell’amministrazione comunale e siamo pronti a lavorare con il sindaco Lorenzo Radice in sinergia e cooperazione".

Incontri che sono già iniziati seppur in una fase puramente conoscitiva e interlocutoria: una prima “azione dimostrativa“ potrebbe essere quella di riaprire le porte della ex manifattura alle visite dei cittadini, per dare la possibilità ai legnanesi di scoprire, così come era stato in occasione di alcuni week end dedicati, le potenzialità di un’area che costituisce la vera sfida urbanistica per il centro cittadino. Strada facendo, poi, si aprirà l’importante confronto tra operatore e Comune.

Al momento di certo c’è che l’opificio, la ciminiera che domina la città con i suoi 78 metri, gli uffici, il convitto noto anche come Palazzo Cambiaghi e il villino del direttore sono i beni dell’ex Manifattura dichiarati di interesse culturale dalla Soprintendenza archeologica Belle arti e Paesaggio Città Metropolitana di Milano e dunque tutelati in futuro. Tutto il resto è ancora da decidere.

P.G.

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