Discarica di Casorezzo: l’ultimo ricorso dei cittadini è stato respinto dal Consiglio di Stato

La Solter che la gestisce canta vittoria: potrà procedere con lo sversamento di rifiuti non pericolosi

Le prime barricate alzate dai comitati di residenti e ambientalisti erano riuscite a bloccare il progetto

Le prime barricate alzate dai comitati di residenti e ambientalisti erano riuscite a bloccare il progetto

È arrivata ieri l’ultima scure sulla vicenda Cave di Casorezzo. Il Consiglio di Stato ha pubblicato la sentenza che di fatto ha rigettato anche l’ultimo ricorso presentato dal Comune di Casorezzo e Busto Garolfo insieme al Parco del Roccolo. Dopo 24 anni dai primi progetti il ripristino ambientale dell’area ATEg11 attraverso il posizionamento di rifiuti non pericolosi non ha ufficialmente più ostacoli.

Le autorizzazioni rilasciate da Città Metropolitana nel 2021 sono operative e la Solter srl ha a tutti gli effetti, titolo per ultimare i lavori ripetutamente bloccati dai comitati antidiscarica e dalle Amministrazioni comunali attraverso ricorsi e contro ricorsi. Gli appelli al Tar hanno dato tutti o quasi esito negativo e il pull di avvocati assoldato dai Sindaci del Parco non è riuscito a convincere i giudici amministrativi e quelli della suprema corte.

Le prime barricate alzate a suon di carte bollate nel 2000 nei confronti della Ecodeco e della Ecoter nel 2008 erano riuscite a far desistere i proprietari dai loro intendimenti. La Solter srl, potenza economica nel settore trattamento dei rifiuti, non ha gettato la spugna mettendo in campo un esercito di avvocati e tecnici che dopo un tira e molla di decennio è riuscita a scrivere la parola fine sulla vicenda.

Seicentomila metri cubi di terre non pericolose faranno tappa al confine tra Casorezzo e Busto Garolfo per riempire il bacino profondo 10 metri che verrà trasformato in un parco. Bruno Bella patron della Solter non ha dubbi sul risultato finale del progetto.

"Realizzeremo un parco per tutti con sentieri, un bosco e un laghetto – commenta soddisfatto per l’esito dell’ultima sentenza – alla fine il buon senso ha prevalso". Delusi e amareggiati gli amministratori locali che dopo anni di interminabili scontri nelle sedi giudiziarie e in Provincia costati un patrimonio alle casse comunali, hanno dovuto per il momento arrendersi e accettare la sentenza dei Giudici del Consiglio di Stato che in calce hanno disposto anche l’addebito delle spese ai ricorrenti. Una sconfitta che scende come una pietra tombale sull’intera vicenda.