Coronavirus
Coronavirus

Legnano (Milano), 22 marzo 2020 - Dall'ospedale di Legnano, dove gli era stato praticato il tampone poi risultato positivo al Covid-19, era stato rimandato alla Rsa Sant’Erasmo: dopo aver tenuto duro per 12 giorni, l’82enne ospite è morto durante la notte nella stanza isolata che era stata ricavata all'interno della Rsa.

Dopo questo triste evento, prosegue nella struttura la lotta contro il contagio ma – come più volte denunciato dai dirigenti- senza avere gli strumenti necessari per disegnare un quadro realistico della situazione. “Abbiamo fatto del nostro meglio per salvarlo. Abbiamo anche fatto il possibile per isolarlo dagli altri ospiti della struttura al fine di evitare il diffondersi dei contagi – spiegano dalla direzione della Rsa legnanese -. Stanotte però se ne è andata anche un’altra anziana. Da due settimane aveva sbalzi notevoli di temperatura e anche lei è deceduta nella notte. Era positiva? Da quanto lo era? Sono domande a cui non potremo più dare risposta. Di certo sappiamo che con questo secondo decesso salgono a 6 i morti 'a rischio coronavirus' dal 20 febbraio ad oggi. Ma sulle statistiche ufficiali solo uno di loro (il nostro ospite deceduto questa notte) sarà incluso fra i contagiati. La stessa cosa accadrà nei resoconti dei decessi giornalieri. E questa la dice lunga sui “numeri” che stanno girando”.

La direzione della struttura ha sempre criticato la decisione di non praticare, dopo l’emersione dei primi casi di contagio per operatori e ospiti, il tampone a tappeto in una situazione certamente a rischio come quella di una Rsa: “Quanti sono per davvero, oggi, i contagiati alla RSA Sant’Erasmo? E quanti sono i contagiati nelle altre Rsa? – è la domanda che arriva dopo questo primo decesso ufficialmente riconducibile al coronavirus - Quanti sono i decessi di pazienti positivi da noi e altrove? E quante persone stanno morendo nelle proprie abitazioni senza nemmeno più passare dal Pronto Soccorso? Senza nemmeno sapere se sono o no malati di coronavirus”.  Intanto Regione Lombardia punta ora su uno screening completo degli operatori tramite tamponi, ma per le Rsa ancora nulla: “Ieri Regione Lombardia ha approvato una nuova ordinanza – spiegano i dirigenti della Rsa legnanese - . Sembra sia stato finalmente compreso che occorre controllare quotidianamente i “soldati” che stanno combattendo in prima linea questa battaglia: medici, infermieri, OSS/ASA. Ma ancora una volta la Regione parla solo degli ospedalieri. Quando capiranno che le Rs' fanno parte a pieno titolo delle strutture da controllare? Siamo in prima linea nel fronteggiare gli attacchi del virus sulle categorie più esposte: gli anziani. Chiediamo, esigiamo, pretendiamo di essere tutelati come e quanto i sanitari”.