PAOLO GIROTTI
Cronaca

Architetto da premio. La cantina? Non si vede

Cristiana Dell’Acqua dell’omonimo storico studio nel centro di Legnano ha vinto un riconoscimento internazionale con il progetto “Filodivino“ .

Architetto da premio. La cantina? Non si vede

Architetto da premio. La cantina? Non si vede

Progettare e realizzare bene, per cercare di integrare le nuove costruzioni con l’ambiente che le circonda, fino a fondere i nuovi edifici con il paesaggio e a farli divenire parte integrante del territorio: in questo caso, il risultato finale è stato talmente soddisfacente da valere un riconoscimento e una menzione d’onore al Premio InArchitettura 2023, sezione regioni Marche e Umbria, promosso da InArch e Ance con Archilovers. L’architetto cui fa capo la progettazione è Cristiana Dell’Acqua dello storico “Studio Dell’Acqua“ che a Legnano ha sede in pieno centro, in piazza San Magno. L’opera che si è meritata il premio è la “Cantina Filodivino“ realizzata nel cuore delle Marche, a poca distanza dai borghi di San Marcello e Morro d’Alba.

La cerimonia di premiazione si è tenuta martedì alla Mole Antonelliana di Ancona e Dell’Acqua con la “Cantina Filodivino“ del 2018 si è aggiudicata il premio speciale WTW Willis Towers Watson con la menzione d’onore per le nuove costruzioni portate a termine tra il 2018 e il 2022. L’edificio produttivo progettato da Dell’Acqua si sviluppa su duemila e 500 metri quadrati: una cantina vinicola che è stata quasi completamente interrata per il suo lato a monte proprio perché studiata per inserirsi perfettamente nel contesto naturale, adeguandosi alla morfologia del terreno. Nell’edificio così realizzato, sala degustazione e piano fuori terra, bottaia e piano interrato sono diventati un unico ambiente che ricorda una botte grazie alle grandi arcate in legno che fanno da copertura e si prolungano fino al piano interrato, sede della zona di produzione e lavorazione.

L’unica parte fuori terra, che corrisponde al secondo livello dedicato alla zona degustazione, ha un impatto mitigato con l’impiego di materiali di rivestimento, quali l’acciaio cor-ten, che simulano i colori della terra. Se a questo si aggiunge che l’opera risponde ai criteri della bioedilizia e che è studiata per ridurre al minimo l’uso di energia limitando le dispersioni termiche, diventa ancor più semplice comprendere perché la giuria abbia scelto di premiare il progetto dell’architetto legnanese, già pubblicato su numerose riviste di settore.