Ungulati uccisi da zecca. Può contagiare l’uomo

SUEGLIO Tbe, Tick borne encephalitis, cioè meningoencefalite da zecche. È la prima volta che viene riscontrata ufficialmente in Lombardia. Due i...

Ungulati  uccisi da zecca. Può contagiare l’uomo
Ungulati uccisi da zecca. Può contagiare l’uomo

Tbe, Tick borne encephalitis, cioè meningoencefalite da zecche. È la prima volta che viene riscontrata ufficialmente in Lombardia. Due i casi accertati dai ricercatori dell’Istituto zooprofilattico sperimentale di Sondrio: uno su un camoscio morto trovato ad Artesso, località di Sueglio; l’altro su un cervo che barcollava sulla provinciale in Valvarrone. Anche il cervo poi è morto, nonostante le cure dei veterinari della Stella del Nord, il Centro di recupero di animali selvatici. La malattia può infettare pure gli esseri umani. La trasmissione, come per gli animali, avviene tramite il morso di zecca, ma anche attraverso il consumo di formaggi, soprattutto di latte di capra, contaminati non trattati. In Europa si contano già migliaia di contagi. Non esistono vaccini per uso veterinario, ma per le persone ne sono disponibili 4 diversi.

"La patologia negli animali si presenza con sintomi neurologici – spiegano Fabio Ravanelli, direttore di Sanità animale di Ats Brianza e Luca Picillo responsabile del distretto di Lecco -, quali atassia e movimenti incrociati, riluttanza alla deambulazione, ottundimento del sensorio, iperattività agli stimoli esterni, oltre che febbre, abbattimento e anoressia". Al momento non si ha contezza di casi umani né del coinvolgimento di animali domestici o d’allevamento. Da Ats tuttavia raccomandano, sia per quanti abitano o lavorano in montagna, sia per gli escursionisti che frequentano la zona della bassa Valvarrone e del Legnoncino, di utilizzare repellenti contro le zecche, indossare abiti con maniche e pantaloni lunghi, controllare di non avere zecche addosso e, in caso di morsi, di rivolgersi al proprio medico. Daniele De Salvo