Foto d’epoca di  “Che cos’è l’uomo“ tratto  dal Salmo 78 andato in scena nel 1962 a palazz
Foto d’epoca di “Che cos’è l’uomo“ tratto dal Salmo 78 andato in scena nel 1962 a palazz

Lecco, 8 dicembre 2019 - Sessant’anni fa esatti nasceva il Civico Seminario manzoniano d’arte scenica, «voluto da un gruppo di giovani che non avevano dimenticato la funzione culturale-educativa del teatro, proprio nel momento in cui il Sociale era chiuso». Così scriveva il 12 gennaio 1969 l’allora sindaco di Lecco, Alessandro Rusconi, celebrando il decimo compleanno del sodalizio che di lì a breve chiuderà la sua esperienza. Tra i giovani che allora contribuirono alla sua nascita c’era anche Gianfranco Scotti, contagiato sin da piccolo dalla passione dei genitori, valenti attori teatrali. «Era il dicembre 1959 e l’amico Luciano Mauri, appassionato di cineforum - ci racconta Scotti, scrittore e per anni funzionario comunale - aveva espresso il desiderio di fondare una scuola di recitazione e per questo si rivolse ad Ambrogio Faravelli, che in passato aveva anche lavorato con Strehler e che aveva una concezione molto moderna del Teatro. Ai due si aggiunge anche Salvatore Giujusa, che al contrario era molto più ancorato al classico». L’idea iniziale di Mauri è quella di coinvolgere le molte filodrammatiche della città, progetto che però non vedrà la luce.

«Una sponda decisiva arriva invece dalla professoressa Antonietta Nava, allora assessore alla Cultura del Comune che sposa il progetto e offre una sede alle scuole De Amicis dove cominciano le lezioni». Presidente del Seminario è lo stesso Mauri mentre gli insegnanti della scuola sono Faravelli (regia), Giujusa (storia del teatro), Alebana Bognino (scenografia) e Almarosa Magni (dizione). Tra i primi aspiranti attori lo stesso Scotti, ma anche tanti amici di quei primi anni: Tano Grossi, Anna Camagna, Maria Grazia Casale, Sergio Sala, Gianna Era, Flavio Mason e Luisa Contarini e Maria Grazia Figini. Saranno anche loro i protagonisti dello spettacolo d’esordio, “Erano tutti miei figli“ di Arthur Miller andato in scena il 15 febbraio 1961 al Centro di cultura di Lecco. «In realtà l’accordo iniziale prevedeva che avremmo dovuto fare due anni di scuola di teatro prima di andare in scena e ciò portò alla rottura con gli insegnanti». La scuola si interrompe, non gli spettacoli che andranno avanti e si intensificheranno anche grazie ai tanti altri amici che si avvicineranno al Seminario. «Sono stati dieci anni intensi di cultura teatrale in città che ha coperto un vuoto lasciato dal Sociale rimasto chiuso dal 1951 e riaperto solo nel 1961». A distanza di sessant’anni quello stesso teatro è ancora chiuso e ancora non si ha una data certa per la sua riapertura. Corsi e ricorsi.