DANIELE DE SALVO
Cronaca

La zucca più grande d’Italia arriva da Sirtori, nella Brianza Lecchese: pesa 844 chili

La famiglia Petrelli incoronata a Zuccolandia nella tradizionale competizione tra coltivatori di Sale Marasino, sul lago d’Iseo

La zucca più grande d'Italia

La zucca più grande d'Italia

Sirtori (Lecco), 11 settembre 2023 – Un mostro di quasi una tonnellata. È la zucca più grande d'Italia. Pesa 844 chili. L’hanno coltivata i Petrelli, famiglia di giardinieri e imprenditori agricoli di Sirtori. Grazie alla loro creatura hanno conquistato la corona di Zuccolandia e si sono aggiudicati l'ultima edizione della Sfida della zucca.

La gara di zucche

Si tratta di una competizione vecchia di 40 anni che si svolge a Sale Marasino, in provincia di Brescia. A incoronare i Petrelli di Sirtori regnanti di Zuccolandia è stato il sindaco di Sale Marasino Marisa Zanotti. Hanno organizzato l'iniziativa, i volontari del Club Maspiano e dalla Pro Loco, al termine di una tre giorni dedicata a mercato, spettacoli e degustazioni a base ovviamente di zucca nei ristoranti locali.

Il podio

Sul podio sono saliti al secondo posto Sergio Moretti di Cologne (Brescia), pluricampione nelle scorse edizioni, che si è presentato con una zucca da 794 chili e mezzo, mentre Augusto Salvagni di Malonno (Brescia), detentore del record storico assoluto della competizione di 914 chili, si è classificato terzo con una cucurbitacea di “solo” 765,5 kg.

Il sindaco di Sirtori

Tra i primi a congratularsi con i vincitori della gara delle zucche c’è il primo cittadino di Sirtori Matteo Rosa: "Appena appresa la notizia ho contattato la famiglia Petrellii, così da congratularmi per questo straordinario successo del quale, come sindaco, sono molto orgoglioso. Questa realtà eccellente del mio territorio è riuscita ad aggiudicarsi un titolo a livello nazionale, portando in alto il nome di Sirtori".

Il consigliere regionale

“Un esempio di storie passate che si tramandano attraverso le nuove generazioni e che altrimenti andrebbero inesorabilmente perdute – commenta il consigliere regionale di Fratelli d'Italia Giacomo Zamperini – Se vogliamo proteggere la nostra straordinaria cultura popolare, dobbiamo interrompere il meccanismo omologante che ci induce ad una sorta di vergogna per le nostre radici”.