Chiara Papini
Chiara Papini

Lecco, 22 maggio 2020 - Mentre lei lottava disperatamente insieme ai soccorritori per restare aggrappata con tutte le proprie forze alla vita, lui, dopo averla falciata e abbandonata sul ciglio della strada, era al bar. Lei è Chiara Papini, 19 anni di Lecco, che ieri mattina, dopo una notte di agonia, si è arresa ed morta in un letto della Neurorianimazione dell’ospedale di Circolo di Varese. Lui, un 22enne di Lecco, è il pirata della strada che l’ha uccisa: è stato rintracciato dai poliziotti della Volanti a Bonacina, fuori da un pub ed è risultato positivo al test dell’etilometro. L’incidente si è verificato mercoledì alle 22.30 in via Papa Giovanni XXIII a Castello.

Chiara, dopo una serata finalmente con gli amici, stava rincasando, ma mentre attraversava sulle strisce pedonali all’altezza della rotatoria con via XI Febbraio il 22enne al volante di una Renault Clio le è piombato addosso a tutta velocità, trascinandola e scagliandola a metri di distanza, per poi proseguire la folle corsa senza nemmeno allertare gli operatori del 112. Ci hanno pensato gli altri passanti a chiedere aiuto e sul posto sono intervenuti i sanitari del 118 con i volontari della Croce rossa di Valmadrera. Le condizioni di Chiara sono parse fin da subito disperate. Versava esanime in una pozza di sangue e sono stati mobilitati anche i soccorritori dell’eliambulanza di Brescia che l’hanno trasferita d’urgenza direttamente all’ospedale varesino.

Nel frattempo è scattata la caccia al pirata, che ha perso la targa della sua utilitaria e che sarebbe stato riconosciuto da alcuni testimoni. È stato accompagnato pure lui in ospedale, ma all’Alessandro Manzoni di Lecco, per essere sottoposto agli accertamenti per verificare se avesse assunto alcol e droga: gli esami avrebbero fornito riscontro positivo.

«È stato identificato dai nostri agenti di Polizia locale ma rintracciato dagli agenti di una pattuglia della Polizia di Stato – spiega il comandante della Locale Monica Porta – Con il coordinamento dei magistrati della Procura della Repubblica di Lecco abbiamo svolto i rilievi per ricostruire l’esatta dinamica del sinistro». Anche il padre dell’investitore si è presentato al comando della Municipale per denunciare il figlio, però ormai gli agenti erano già arrivati a lui. «Non so perché sia scappato, mi sono spaventato...», ha raccontato Samuele. Per ora è stato denunciato con l’accusa di omicidio stradale, l’auto gli è stata confiscata e la patente revocata. Chiara però intanto non c’è più, è morta 12 ore dopo a soli 19 anni e ad ucciderla è stato lui, un altro giovane solo poco più grande, che chissà quante volte magari ha incrociato.