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4 feb 2022

Lecco, picchiano i poliziotti e provano a sottrarre una pistola: arrestati due giovani

Gli agenti, intervenuti per sedare una rissa, sono stati aggrediti. In carcere sono finiti un ragazzo e una ragazza

danielde de salvo
Cronaca
Un'auto della Polizia
Un'auto della polizia

Lecco, 4 febbraio 2022 – Lecco violenta, come Milano nei polizieschi anni '70. Una delle scorse sere due giovani hanno aggredito i poliziotti intervenuti per sedare una rissa. Uno ha anche tentato di strappare la pistola ad un agente. In carcere sono finiti un ragazzo e una ragazza accusati di rissa, resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale, lesioni personali aggravate e danneggiamento. E' successo tutto in viale Filippo Turati, una delle vie della malamovida lecchese, dove lunedì sera si sono affrontati per strada un gruppo di giovani ubriachi e forse anche strafatti.

Sul posto sono intervenuti in forze agenti della Volante, carabinieri e poliziotti della Locale, insieme ai sanitari del 118. A rendere gli animi ancora più tesi pure un ragazzo e una ragazza, fidanzati, che  si sono messi a litigare. Ad avere la peggio sono stati i poliziotti: uno è stato aggredito prima dalla ragazza che stava difendendo dal "moroso" e poi da un secondo ragazzo che lo ha assalito alle spalle e lo ha colpito con un pugno in faccia. Si è messo di mezzo un secondo agente ma pure lui è stato picchiato e un altro giovane ha provato a sfilargli dalla fondina la pistola d'ordinanza, fortunatamente senza riuscirci. Alla fine a fatica tra tutti gli operatori delle forze dell'ordine hanno riportato un poco di calma. Due dei giovani sono finiti in manette, altri tre sono stati denunciati.

“Non siamo in presenza di bande criminali che scorrazzano impunemente – spiega e assicura il prefetto di Lecco Castrese De Rosa -. Le forze dell'ordine sono sempre intervenute individuando, denunciando o arrestando i violenti, ma piuttosto emerge un vuoto educativo e familiare e un disagio sociale preoccupante che va colmato. Ridurre tutto a un problema di polizia o alla sola repressione non risolve questi fenomeni che vanno affrontati a monte come stiamo cercando di fare coinvolgendo tutti gli attori dai servizi sociali, alla scuola, al terzo settore, alle parrocchie”.  

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