DANIELE DE SALVO
Cronaca

Merate, rimossa la croce dedicata ai caduti della Grande guerra: ecco perché

Il monumento con 37 tombe tolto dopo quasi un secolo. La rabbia dello studioso di storia locale Gianni Mandelli: "Uno scempio"

Lo studioso di storia locale del Lecchese Gianni Mandelli non lesina critiche per una scelta che non condivide

Lo studioso di storia locale del Lecchese Gianni Mandelli non lesina critiche per una scelta che non condivide

Merate (Lecco), 10 luglio 2024 – Un monumento ridotto in macerie, ma soprattutto uno sfregio alla memoria di chi ha immolato la propria vita per la patria. I soldati della Grande guerra morti all’ospedale di Merate non hanno più una sepoltura dove onorarli, ricordarli, celebrarli. La grande croce in granito, inaugurata solennemente il 7 dicembre 1931 al cimitero di Pagnano, frazione di Merate, è stata rimossa. Con essa non ci sono più né la lapide con incisi i nomi dei 37 militari deceduti durante la Prima guerra mondiale al nosocomio cittadino, che era stato trasformato anche in ospedale e infermeria militare, né le loro spoglie mortali. Avevano 19 anni il più giovane, 44 il più anziano. Alcuni erano semplici fanti, altri ufficiali, qualcuno un eroe decorato. Calabria, Piemonte, Emilia Romagna, Lazio, Veneto, Toscana, Marche, Puglia, Campania le loro terre d’origine, in cui sono più tornati.

Li hanno uccisi le malattie contratte al fronte e le ferite rimediate in battaglia. In alcuni casi i loro genitori neppure hanno mai saputo che fossero morti, nemmeno come e neppure dove fossero stati degnamente sepolti. A denunciare lo scempio è Gianni Mandelli, 79 anni, per 35 dipendente comunale, ricercatore storico locale, che non ha potuto nulla per impedire la rimozione del monumento e dei resti dei Caduti, ma che almeno li ha salvati dall’oblio, ricostruendone, con un accurato, paziente e meticoloso lavoro di archivio, le vicende, le cause di morte, le parentele, i curricula.

La rabbia dello storico Gianni Mandelli

«Il monumento e le sepolture sono state rimosse perché, dopo un secolo, erano scadute le concessioni – spiega lo storico –. È successo lo stesso per altre tombe. Quel monumento e quelle sepolture però non potevano essere toccati, intanto perché in quanto monumento si tratta di un bene vincolato, e poi per il valore storico, culturale e ideale di quel piccolo mausoleo. Evidentemente per gli ex amministratori comunali che hanno commissionato i lavori, rispetto all’onore ai caduti e alla memoria collettiva, importava di più liberare spazio per nuove tombe e per racimolare qualche soldo dalle nuove concessioni cimiteriali". Monumento e urne di caduti morti al nosocomio cittadino sono stati infatti rimossi durante la precedente consiliatura.