Merate, abitanti verso quota 15mila. Merito degli stranieri

Superare la soglia significa più trasferimenti dallo Stato e una rivoluzione amministrativa

Massimo Panzeri, sindaco di Merate
Massimo Panzeri, sindaco di Merate

Merate, 1 febbraio 2024 – Mai così tanti a Merate. Il 2023 all’ombra della Torre di Castello Prinetti si è chiuso con 14.979 abitanti: 7.788 donne e 7.191 uomini. Sono 81 in più rispetto alla fine del 2022 e 241 in più rispetto al 2021. Mancano poche manciate di residenti al traguardo dei 15mila. Salvo brusche inversioni di tendenza potrebbe essere tagliato già nel 2024.

Superare la soglia dei 15mila cittadini significa più trasferimenti e soldi statali, ma anche una rivoluzione della vita democratica locale, con il doppio turno per eleggere il sindaco, come a Lecco, il capoluogo di provincia, sebbene eventualmente solo a partire dalla prossima tornata, perché per quella di giugno è tardi.

Il baby boom demografico, certificato dai funzionari dell’Anagrafe della sede municipale di Palazzo Tettamanti non è dovuto ad una ondata di natalità, anzi, nel secondo centro più importante del Lecchese per grandezza, importanza e servizi si nasce sempre meno: i nati nel corso dell’anno appena concluso sono stati infatti 79, 15 in meno in confronto ai 94 del 2022.

Non si è verificato nemmeno un piccolo esodo per diventare meratesi, perché nel 2023 a Merate si sono trasferiti in 695, 32 in meno dell’anno prima. Sono semmai cresciuti, sebbene di poco, gli emigrati che hanno scelto di trovare casa altrove: 499 rispetto ai 491 del 2022. La crescita demografica è quindi dovuta ad un sensibile calo dei decessi, oltre probabilmente a un riconteggio di cancellati e iscritti dagli albi comunali. "Soddisfazione per l’andamento positivo della popolazione residente nell’ultimo anno", sono le parole del sindaco Massimo Augusto Panzeri -. A Merate i giovanissimi e i giovani minorenni sono 2.407, mentre in 8.330 hanno tra i 19 e i 64 anni e gli altri 4.242 sono over 65. Gli stranieri rappresentato più del 10% dei residenti, perché sono 1.496, soprattutto romeni e albanesi, seguito poi da altri arrivati da ogni angolo d’Europa e del mondo. “Una varietà della popolazione meratese, con una significativa presenza di stranieri”, evidenzia il borgomastro.