"Dopo le 10 tappe nei Laghi Alpini, sono pronto e determinato per La Manica". Andrea Oriana è sicuro (ormai). Dopo i due tentativi non andati a buon fine, con il ritiro a pochi chilometri dalla fine nel 2018 (33 chilometri su 40 nuotati), e l’impossibilità di partire lo scorso anno causa maltempo, il 47enne lecchese adesso è determinato a...

"Dopo le 10 tappe nei Laghi Alpini, sono pronto e determinato per La Manica". Andrea Oriana è sicuro (ormai). Dopo i due tentativi non andati a buon fine, con il ritiro a pochi chilometri dalla fine nel 2018 (33 chilometri su 40 nuotati), e l’impossibilità di partire lo scorso anno causa maltempo, il 47enne lecchese adesso è determinato a chiudere il cerchio. Per questo motivo, tra mercoledì 26 agosto e martedì 1 settembre, Andrea Oriana proverà a portare a termine la traversata della Manica. "Questa volta sono determinato a prendermi la mia rivincita", prosegue. Attraversato due volte il Lario da Lecco a Colico e viceversa, tra giugno e luglio, Andrea ha proseguito i suoi allenamenti scegliendo località con condizioni, sempre più estreme, il più possibile simili a quelle che potrebbe trovare nelle acque tra Dover e Calais: il mare sarà sui 15°, oltre all’incognita delle correnti. "Sono contento di questi test – evidenzia -, perché ho trovato varie condizioni ambientali: sono arrivato fino a 2300 metri d’altezza e 1011° gradi di temperatura dell’acqua. Adesso sto scaricando per recuperare tutte le energie fisiche, e mentali, in vista della mia impresa". Inoltre, come già successo per la Colico-Lecco, il fuoriclasse lariano ha nuotato anche di notte per allenarsi ad una possibile traversata in notturna: "Ho affrontato questa gara di notte perché forse potrei nuotare nelle stesse condizioni nella Manica – prosegue -. Inoltre sono sceso in acqua sempre in costume, senza la muta: per questo motivo mi sono preparato al massimo, sotto tutti i punti di vista, per arrivare pronto in Inghilterra. Partirò venerdì 21 agosto: una volta lì, avrò 4 giorni per ambientarmi e poi ci sarà l’appuntamento con il destino" conclude. Lorenzo Pardini