FEDERICO MAGNI
Cronaca

Grigna, viaggio al centro delle Alpi

Lecco, speleologi in arrivo anche dalla Russia per sfondare quota -1.400

Una delle immagini catturate dentro la grotta Viva le Donne nella Grigna settentrionale

Una delle immagini catturate dentro la grotta Viva le Donne nella Grigna settentrionale

Esino Lario (Lecco), 24 marzo 2018 - La recente esplorazione della grotta più profonda del mondo, la Veryovkina in nella Repubblica di Abkazia, nel Caucaso, ha riacceso l’interesse degli appassionati “Viva le donne”, la cavità della Grigna Settentrionale che ambisce, nel suo “piccolo”, a diventare almeno la più lunga d’Italia. La grotta Veryovkina gode di una grande fama fra gli appassionati, soprattutto dopo che recentemente un team di speleologi russi è riuscito a spingersi nelle viscere della terra fino a -2212 metri. Il mondo sconosciuto che anche gli esploratori della Grigna stanno cercando dopo aver raggiunto la profondità record di -1300 metri nelle viscere della cima lecchese.  

Durante l’ultima visita gli speleo, dopo aver svuotato un “sifone” pieno d’acqua che sbarrava il passaggio, con un grande lavoro di squadra sono finalmente riusciti a trovare «la porta che divide i due mondi» superata la quale, come la strozzatura di una clessidra, si sono ritrovati spazi più ampi, un salone, un sistema di gallerie attraverso il quale passa molta aria: quello che cercavano e che qualcuno aveva ipotizzato vent’anni prima. Il segnale che il viaggio verso il basso può ancora continuare. Quella volta gli speleologi sono stati poi costretti a fare dietrofront per la mancanza di materiali ma l’esplorazione è solo rinviata ai prossimi mesi.  “Viva le donne” per ora è la seconda grotta più profonda d’Italia dopo l’Abisso Paolo Roversi, con i suoi - 1360 metri nella zona di Lucca e delle Alpi Apuane. Ma c’è una connessione con la grotta del Caucaso visto che nei prossimi mesi proprio uno degli esploratori protagonisti della fortunata esplorazione nella Repubblica di Abkazia sarà protagonista di una nuova “campagna” dentro la grotta lecchese.  

«Stiamo preparando una spedizione di nove giorni – spiega Fabio Bollini, sammarinese ma di casa sui monti Lariani, uno dei più attivi speleo impegnati in Grigna insieme a un gruppo che raduna appassionati di tutta l’Italia e anche dell’estero -. L’obiettivo è superare il muro dei -1.400 metri e con noi ci sarà Pavel Demidov, russo ma spagnolo di origine, uno degli speleo che è sceso dentro la Veryovkina. L’abbiamo invitato: è felice di unirsi a noi.  Dentro “Viva le donne” abbiamo raggiunto una zona dove abbiamo trovato diversi rami che finiscono in laghi. Questo ci fa supporre che ci troviamo in prossimità di una zona impermeabile. Dovremo trovare antiche gallerie e altri fondi che ci permettano di bypassare quello strato. Ora proprio per questo è diventata la grotta più impegnativa d’Italia da esplorare a partire dall’avvicinamento fino ai grandi salti verticali che si incontrano all’interno, canyon sotterranei, passaggi stretti, la necessità di muoversi con la muta stagna. Bisogna rimanere giù più giorni e se qualcosa va storto nessuno può venire a prenderti. Bisogna essere perfetti».