Mario Bressi, 45 anni, si è suicidato dopo avere ucciso i due figli di dodici anni
Mario Bressi, 45 anni, si è suicidato dopo avere ucciso i due figli di dodici anni

Margno (Lecco), 2 luglio 2020 - «Prenderò il volo, domani avrai problemi ben più grossi della mensa dei bambini", così Mario Bressi ha concluso la lunga email inviata nella notte tra venerdì e sabato alla moglie Daniela Fumagalli, in cui annunciava che non li avrebbe più rivisti in vita perché "hanno già preso il volo". Uccisi con le sue stesse mani. Emergono elementi sempre più drammatici su quanto accaduto a Margno nella notte tra venerdì e sabato. Una escalation di tensione nei messaggi e nelle comunicazioni, fra due coniugi che erano arrivati ormai alla fine della loro unione. Dall’autopsia è emerso che il decesso di Elena e Diego, i fratellini di 12 anni, risalirebbe a poco prima delle 2 di notte. Entrambi - sempre dai riscontri dell’autopsia eseguita all’ospedale Manzoni di Lecco dall’anatomopatologo Paolo Tricomi - sono morti per "strozzamento". Il padre ha utilizzato tutta la sua forza per ucciderli: con le mani ha provocato la frattura dell’osso ioide e il loro soffocamento.

«Una fine atroce» , è il commento degli inquirenti. L’autopsia ha anche chiarito che il decesso è avvenuto in pochi minuti: prima è stato ucciso Diego, quindi Elena. Bressi, dopo, ha vagato tra la casa dove si è consumato l’orrore, la piazza di Margno (Lecco) dove ha buttato i due telefonini dei figli, e scritto messaggi e la lunga email alla moglie. Infine ha percorso gli oltre venti chilometri che separano la casa di Margno, dove si trovava in vacanza, al ponte della Vittoria di Cremeno. Lì - poco prima di buttarsi - avrebbe scritto l’ultimo WhatsApp: "Adesso prenderò anch’io il volo". L’ora della morte è fissata all’alba. La moglie appena ha letto quei messaggi ha raggiunto Margno e lì ha scoperto di aver perso definitivamente i figli.

"Dobbiamo ancora completare una serie di accertamenti, poi aspettiamo gli esiti dell’autopsia e degli esami tossicologici", sostiene il procuratore di Lecco, Antonio Chiappani. Piccoli tasselli da inserire nel mosaico, primo fra tutti gli esiti dell’esame tossicologico, che aiuterà a capire se i piccoli siano stati sedati prima del delitto e se ci sia premeditazione. Poi, il mancato ritrovamento del cellulare di Mario Bressi. Gli inquirenti sono tornati sul luogo del duplice omicidio e nella zona del ponte della Vittoria alla ricerca del telefono. Ma ancora non c’è. L’inchiesta, coordinata dal pm Andrea Figoni e condotta dai carabinieri di Lecco, punta a chiarire anche altri aspetti. Sono in corso accertamenti sugli spostamenti effettuati da Mario Bressi tra giovedì e venerdì. Quella lettera e i messaggi che sono all’attenzione dei carabinieri potrebbero svelare qualcosa di nuovo sui rapporti tra Mario Bressi e la moglie Daniela Fumagalli. Intanto ieri sera il paesino della Valsassina dove si è consumata la tragedia familiare ha ricordato Elena e Diego. «Siamo qui – ha detto il parroco di Margno don Bruno Maggioni – per essere vicini e pregare per due ragazzi, innocenti, uccisi sabato scorso". Ancora presto per sapere quando le comunità di Gessate e Gorgonzola, da dove proviene la famiglia, potranno salutare per l’ultima volta i due bambini. Di certo, i funerali del padre non si terranno insieme a quelli dei piccoli.