DANIELE DE SALVO
Cronaca

Fuga di medici all’ospedale di Merate, lascia anche il primario di Ortopedia Antonio Rocca: “In clinica più interventi e soldi”

Al San Leopoldo Mandic sette giorni fa le dimissioni di Tiziana Dell’Anna, a capo di Ginecologia. E gli abbandoni di massa continuano al ritmo di uno al giorno. Al Manzoni addio a cinque oculisti

Antonio Rocca ha 62 anni e da quattro era alla guida di Traumatologia

Antonio Rocca ha 62 anni e da quattro era alla guida di Traumatologia

Un’emorragia di camici bianchi sta uccidendo la sanità pubblica del Lecchese, soprattutto all’ospedale di Merate. Ieri ha rassegnato le dimissioni il primario di Ortopedia del San Leopoldo Mandic Antonio Rocca, 62 anni, quattro alla guida del reparto di Traumatologia. Ha scelto una clinica privata: si guadagna di più e si possono svolgere più interventi, più qualificanti rispetto a quelli contingentati e quasi sempre gli stessi a causa dell’attività operatoria ridotta ai minimi termini per la carenza cronica di anestesisti e infermieri di sala.

Le dimissioni di Rocca seguono quelle di settimana scorsa del primario facente funzioni di Ginecologia e Ostetricia, la 47enne Tiziana Dell’Anna, che era in lizza per diventare primario in pianta stabile dopo le defezione degli ex storici primario e aiuto primario nell’estate del 2022. Se ne sono andati o hanno annunciato che se ne andranno anche quattro pediatri, preceduti da altri ortopedici, psichiatri, rianimatori, urgentisti: a un ritmo medio di uno al giorno. Trovare rimpiazzi è impossibile, scarseggiano pure liberi professionisti e gettonisti. E se Atene piange, Sparta non ride: la situazione è forse più tragica al più grande e blasonato Alessandro Manzoni, come certificato dalle dimissioni a giugno del primario di Oculistica insieme a quattro suoi medici, in blocco.

«È palese che qualcosa non funziona nella governance dell’Asst di Lecco, verso cui c’è sfiducia – commenta Filippo Galbiati, sindaco di Casatenovo, ex portavoce dei colleghi di Meratese e Casatese, delegato alle questioni di politica sanitaria poiché è un medico – I politici regionali ci dicano che ne sarà dell’ospedale di Merate. Noi e tutti i cittadini siamo smarriti. A rischio non c’è solo quel nosocomio ma anche quello di Lecco: per restare un hub, con diverse specialità, ha bisogno dell’ospedale di Merate altrimenti diventerà uno spoke, un ospedale periferico di Monza". 

Oggi i sindaci di Meratese e Casatese sperano di riuscire a incontrare il direttore generale dell’Asst lecchese Paolo Favini, al quale intendono chiedere conto di quanto sta succedendo, mentre si intensificano le voci di un immediato commissariamento, sebbene il suo mandato scada a breve.