Sempre più cinghiali a spasso nei boschi delle province di Lecco
Sempre più cinghiali a spasso nei boschi delle province di Lecco

Lecco, 28 maggio 2020 - Cinghiali alla carica in provincia di Lecco. Dalle zone della Valsassina, dell’Alto Lario e a monte del capoluogo, si stanno spingendo sempre più a sud, in Brianza, verso Airuno e Santa Maria Hoè ai piedi del San Genesio, a Merate e Casatenovo, favoriti anche dai due mesi e mezzo di lockdown totale. La loro avanzata non è testimoniata unicamente dagli avvistamenti sempre più frequenti, ma anche dai loro abbattimenti e dalle richieste dai risarcimento dei danni da parte degli agricoltori a cui devastano le colture, come se sui loro campi e sugli appezzamenti di terreno passassero dei panzer cingolati.
Solo nel Lecchese durante l’ultima stagione venatoria le doppiette hanno ucciso 306 esemplari, una cinquantina e quasi il 20% in più dei 260 dell’annata precedente. Sono stati inoltre indennizzati danni per 72.800 euro, mentre fortunatamente non si sono registrati incidenti nonostante gli incontri ravvicinati.

Sull’altra sponda del lago gli abbattimenti sono stati 2.189, quasi duecento di più della stagione precedente. Si sono contati anche 9 incidenti stradali, ma i danni reclamati e indennizzati non hanno superato i 50mila euro. In Valtellina i suini selvatici ammazzati, spesso ibridi tra maiali domestici e cinghiali con un tasso di riproduttività del 150%, sono stati 362, rispetto ai 279 della stagione di caccia prima, si sono registrati duescontri con gli automobilisti ma non richieste di danni. "Nel 2019 in Lombardia abbiamo contato 128 incidenti stradali causati dal cinghiale e abbiamo rendicontato 600mila euro di danni causati da questa specie agli agricoltori – relazione l’assessore regionale ai Sistemi verdi Fabio Rolfi -. Nell’ultima stagione di caccia sono stati abbattuti 9.200 cinghiali, 1.827 in più rispetto alla stagione precedente".

Dall’altro giorno intanto è possibile dare la caccia ai cinghiali e premere il grilletto tutto l’anno, anche di notte, utilizzando visori a infrarossi come i soldati delle forze speciali. "A mali estremi, estremi rimedi – spiega il presidente del Consiglio regionale Alessandro Fermi -. L’invasione dei cinghiali sta interessando in modo significativo e diretto i nostri territori, in particolare l’area comasca, dove sono stati abbattuti il 40% dei cinghiali uccisi in Lombardia".