“Cartello“ sulla benzina. Tar: stop alle multe Agcm

Livigno, i titolari dei distributori di carburante per ora non pagano le sanzioni. Sul caso si attende il pronunciamento della Corte di Giustizia europea.

“Cartello“ sulla benzina. Tar: stop alle multe Agcm

“Cartello“ sulla benzina. Tar: stop alle multe Agcm

In attesa della decisione della Corte di Giustizia sui tempi dei procedimenti ancora nessun esborso da parte degli imprenditori di Livigno che erano stati pesantemente sanzionati per il presunto “cartello“ in termini di prezzi dei carburanti. Altri quattro giudizi sono stati, infatti, sospesi in attesa dei chiarimenti richiesti alla Corte di Giustizia europea riguardo alla compatibilità del termine applicabile per l’avvio della fase istruttoria ai procedimenti di competenza dell’Antitrust. Così il Tar del Lazio con identiche ordinanze pubblicate nell’ambito di una serie di ricorsi proposti dalle società della località dell’Alta Valtellina Cus.Car, Fibo, Ges.Car, Tre.Car. Cu.Ba., Global Service, Silroc e Bondi Carburanti di Bormolini Luigi, sanzionate con complessivi oltre 4 milioni di euro dall’Antitrust a metà dello scorso anno, dopo essere state accusate di avere costituito un’intesa restrittiva della concorrenza nel settore della distribuzione di carburanti nel Comune di Livigno.

Secondo l’Autorità, le società sanzionate - tra il 2012 e il 2022 - avrebbero concordato i prezzi di vendita al dettaglio di benzina e diesel tramite comunicazioni settimanali via mail, con indicazioni dei prezzi futuri da applicare negli impianti di distribuzione al dettaglio, eliminando di fatto, così facendo, il confronto competitivo tra le parti e compromettendo il fisiologico gioco concorrenziale a danno dei consumatori. Il Tar, considerato che le società ricorrenti hanno dedotto l’illegittimità del provvedimento sanzionatorio in quanto l’Autorità avrebbe avviato il procedimento per l’accertamento dell’illecito antitrust oltre il termine di novanta giorni previsto dalla normativa di settore - cosa questa che a loro avviso avrebbe come conseguenza la decadenza dal potere di accertare la violazione - ha osservato come la questione sia stata già rimessa alla Corte di giustizia dell’Unione europea "dubitandosi della compatibilità della ridetta disposizione con il diritto eurounitario". Da ciò il ritenere sussistenti i presupposti per disporre la sospensione dei giudizi in attesa dei chiarimenti interpretativi richiesti alla Corte di giustizia.