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Addio al riconoscimento Unesco: "E la viabilità resta in crisi"

Paderno d’Adda, l’intervento del sindaco a seguito dello stop al sogno internazionale per la struttura "Il San Michele e la valle dell’Adda continuano a meritare un progetto all’altezza del contesto".

Sopra il ponte ottocentesco. Per i sindaci c’è l’addio al sogno Unesco È una grande delusione e la fine di un progetto a cui lavorano da anni

Sopra il ponte ottocentesco. Per i sindaci c’è l’addio al sogno Unesco È una grande delusione e la fine di un progetto a cui lavorano da anni

L’opportunità di riconoscere il ponte di Paderno come una delle meraviglie del mondo è tramontata, offuscata dalla costruzione di un nuovo viadotto proprio accanto a quello vecchio. I problemi paesaggistici, all’interno della valle dell’Adda che ha ispirato, tra gli altri, Leonardo da Vinci, e di traffico che comporterà la realizzazione del futuro rimpiazzo del San Michele, però restano.

"La rinuncia alla candidatura Unesco non risolve il tema dell’impatto ambientale e paesaggistico del nuovo ponte – conferma con rammarico il sindaco di Paderno Gianpaolo Torchio -. Il San Michele e la valle dell’Adda continuano a meritare un intervento all’altezza del contesto -. Allo stesso modo, questo passaggio non risolve l’incremento di traffico di attraversamento dei nostri paesi, che con il nuovo ponte sarà moltiplicato per quasi tre volte, con l’arrivo di più di 2mila mezzi pesanti". Ad rinunciare per primo al sogno che il San Michele, costruito tra il 1887 e il 1889, diventasse patrimonio dell’umanità, è stato il primo cittadino di Calusco Marco Pellegrini. "Consci dei problemi che la realizzazione del nuovo ponte poteva portare alla bocciatura delle candidatura, avevamo avviato una rilevazione di tutti i casi in cui beni Unesco convivono con opere contemporanee - spiega Gianpaolo Torchio -. Di fronte alle indicazioni arrivate dal ministero della Cultura e all’immediato annuncio del Comune di Calusco di ritirarsi dal progetto e sciogliere la convenzione in essere, dobbiamo prendere atto che la candidatura non potrà avere seguito e andrà avanti senza di noi e senza la partecipazione dell’Italia". La candidature del San Michele era infatti inserita in una candidatura transnazionale con altri cinque grandi ponti ad arco in ferro europei: il viadotto del Viaur e il Garabit viaduct in Francia, il Dom Luís I e il Maria Pia a Porto in Portogallo e il Muengstender Bruecke in Germania, che restano comunque in lizza per un posto tra le bellezze mondiali. "Per noi si tratta di una grande delusione e la fine di un progetto a cui lavoravamo da anni, pezzo di una filosofia di sviluppo territoriale che mette al centro le risorse ambientali e storiche del nostro territorio", è lo sfoso del sindaco padernese. Daniele De Salvo