Roma di re ne ha avuti sette, Milano ne ha e ne avrà uno soltanto. La capitale lombarda, che con la dinastia piemontese dei Savoia ha sempre nutrito un rapporto di diffidenza e spesso ostentata antipatia, se mai dovesse convertirsi un giorno alla monarchia lo farebbe solo per lui: King George. Proprio lui, re Giorgio Armani che ha compiuto l’11 luglio 91 anni e che più di qualunque altro incarna la moda italiana e il suo successo nel mondo. Non solo. Lo stilista, piacentino all’anagrafe ma milanese da quando aveva 14 anni, ha saputo esprimere nella sua lunghissima carriera, che prese il via nel 1965, quei valori del fare, della sobrietà, della ricerca non ostentata ma meritata dell’affermazione imprenditoriale, conquistata col lavoro, la fatica e l’abnegazione, che più milanesi di così non si può. “Uomini come Armani sono così rari che quando ne nasce uno, lo nota anche un cieco” disse di lui Nino Cerruti, stilista che per primo si rese conto del suo talento geniale. Milano, dal canto suo, ha avuto il merito di non esserselo fatta scappare.
Editoriale e CommentoKing George, il re di Milano