Claudio Luti, presidente del Salone del Mobile
Claudio Luti, presidente del Salone del Mobile

Il Salone del Mobile non si farà nemmeno a settembre. O  forse sì, si farà, perché gli equilibri sono molto delicati. Già soltanto mettere in discussione il simbolo della ripartenza avrebbe effetti devastanti sull’economia. La notizia del Salone in bilico rimbalza, nelle ultime ore, con molta insistenza. Le date confermate solo qualche settimana fa (dal 5 al 10 settembre) sono al centro di una spinosa discussione che si è accesa proprio poco dopo l’annuncio della sessione autunnale della manifestazione di respiro internazionale. Intanto si moltiplicano le reazioni: “In questa fase delicata della ripartenza è fondamentale evitare passi falsi. Mettere in discussione il Salone del Mobile è un gravissimo errore”,  ha detto il presidente di Camera di commercio e Confcommercio Milano Carlo Sangalli. “La campagna vaccinale e i protocolli di sicurezza - prosegue - permettono di guardare con ragionevole ottimismo all’appuntamento  del 5 settembre. Il Salone del Mobile è una delle manifestazioni più importanti di Milano, coinvolge migliaia di imprese e produce un indotto di oltre 200 milioni di euro“.

Le nuove date erano state scelte in seguito al rinvio dell’aprile 2020 per la pandemia da Covid. Secondo alcuni rumors ci sarebbe un fronte pesante di contrari alla manifestazione in versione autunnale, soprattutto tra le fila dei produttori di alcune zone come Friuli, Brianza e Marche. Il nodo sarebbe la garanzia di avere un numero di visitatori sufficiente a compensare l’enorme sforzo economico della imponente organizzazione, in un periodo storico in cui non c’è alcuna certezza che le condizioni di sicurezza dei viaggi da tutto il mondo possano essere garantite. Quella di settembre sarebbe stata la 60esima edizione con un forte significato legato alla ripresa delle attività, dopo il lungo periodo pandemico. Il Salone riunirebbe le due biennali: cucina e bagno con ufficio e luci. Ora, se la decisione di cancellare l’evento di settembre si concretizzasse, si andrebbe direttamente ad aprile 2022. Maurizio Naro, presidente di Federalberghi Milano  non nasconde la sua grande preoccupazione per la notizia di una “marcia indietro“ da parte dei principali brand del design italiano: ‘’Le sempre più insistenti voci dietro le quinte di un Salone del  Mobile rimesso in discussione  è un colpo molto duro. Quale ritorno di immagine potrà avere l’Italia se anche questo evento, causa “miopia“, dovesse essere annullato? Appoggiamo e apprezziamo la battaglia che il presidente del Salone Claudio Luti ha fatto ricordando che lo scorso marzo parlava di come occorresse lottare fino alla fine per assicurare il futuro ad una manifestazione che, quest’anno, compie 60 anni". Una battaglia che ha portato lo stesso Luti a lasciare la presidenza del Salone del Mobile: "Lasciare la presidenza del Salone in un momento così delicato e complesso è una scelta dolorosa e sofferta. Mi sono impegnato in questi anni per affermare la manifestazione quale raffigurazione del sistema a livello internazionale, ma non ci sono più le condizioni per perseguire una mia visione di compattezza del settore per il bene comune". "Rispetto le decisioni di tutti - continua -, ma non condivido la volontà di non fare squadra in un momento così delicato e di rinunciare almeno a provare a definire un percorso concreto per fare quello che potrebbe essere il Salone simbolo della ripresa del Paese".

A smorzare le voci che vogliono la decisione già presa all’interno dei vertici, ci sono le notizie ufficiali, che per ora parlano solo di «situazione fluida e interlocutoria». Sul piatto ci sarebbero diverse ipotesi ancora da considerare prima di una rinuncia, compresa quella di un cambio data in extremis. La procedura di decisione, in ogni caso, qualunque essa sia, dovrà passare prima attraverso la convocazione e poi la votazione del cda di Flae (Federlegno Arredo Eventi spa). E  ancora stamattina, Flae conferma in una breve nota, che «Nessuna decisione è stata presa».