Guido Guidesi, assessore allo Sviluppo economico
Guido Guidesi, assessore allo Sviluppo economico

Milano, 20 novembre 2021 -  In un contesto generale di ripresa economica è il settore che soffre di più. In questo trimestre è già tornato ai livelli pre-Covid, ma continua a pagare il prezzo di una crisi strutturale, che dura da anni. Per questo al tessile è dedicato il primo dei tavoli tecnici che l’assessorato regionale allo Sviluppo economico ha messo in agenda per i prossimi mesi. L’appuntamento, fissato per martedì alle 15 negli spazi di Lariofiere a Erba (Como), vedrà confrontarsi su problemi e prospettive del settore associazioni imprenditoriali, organizzazioni sindacali e rappresentanti della Regione Lombardia, che nell’occasione lancia una nuova strategia. "Il tavolo verrà aggiornato nel tempo – precisa Guido Guidesi, assessore regionale allo Sviluppo economico – ma con questo primo vertice iniziamo a utilizzare lo strumento della manifestazione d’interesse sulle filiere. Dopo il tessile ci occuperemo di automotive, di cosmesi e di tutti gli altri principali comparti".

L’obiettivo è affrontare le crisi per filiera?
"Non solo le crisi. L’industria in Lombardia è in buona salute, la ripresa economica una realtà. La novità di questo approccio è che mette in primo piano non le singole aziende ma l’intero settore. Dove manca la formazione, interveniamo noi; lo stesso se mancano risorse per l’internazionalizzazione o per la ricerca. Il fine è trovare soluzioni a breve-medio termine e prevenire situazioni che possano portare a stati di crisi".
Le aziende hanno bisogno di risorse per gli investimenti. Il governo ha previsto uno stanziamento di 65 milioni per il sistema dei confidi in Italia.
"È uno strumento valido. Tanto che la Regione ha deciso di stanziare 60 milioni solo per la Lombardia. Rappresentano un fondo di garanzia per finanziamenti di piccole entità a favore delle aziende, a costo zero. L’ultima rata è a fondo perduto".
La Lombardia è ripartita. Cosa chiedono le imprese?
"Le aziende stanno utilizzando tutti gli strumenti che abbiamo messo in campo in questi mesi. Chiedono quello che chiediamo noi. E cioè un intervento specifico a livello nazionale ed europeo per abbassare i costi dell’energia".
Lei ha lanciato un allarme pesante su questo tema. Con che risultato?
"Al mio allarme si è aggiunto quello dell’intero sistema produttivo lombardo, dei sindacati e delle associazioni dei consumatori, in una grande alleanza. L’Europa discute ma non c’è più tempo. Rischiamo di rallentare la ripresa economica perché i costi pesano sulle aziende, che vedono ridursi la marginalità, e sui consumatori".
C’è un problema di speculazioni ma anche di corsa alla transizione ecologica.
"Siamo convinti che gli obiettivi della transizione vadano raggiunti, ma serve neutralità tecnologica".
Cioè?
"Non c’è un unico metodo da seguire. Dobbiamo poter mettere sul tavolo la nostra capacità di innovazione, i risultati della ricerca, la necessità di tutelare le filiere produttive del territorio e, di conseguenza, l’occupazione".
La ripresa durerà?
"Perché possa diventare strutturale servono risposte ai problemi di cui abbiamo accennato. La speculazione sull’energia e le materie prime, certo. Ma anche il percorso indicato dall’Ue è ancora incompiuto: mancano pezzi importanti. Sull’energia serve un piano strategico elaborato con realismo".