I requisiti per Opzione donna
I requisiti per Opzione donna

Roma, 11 novembre 2021 - Le donne potranno ancora andare in pensione prima. Il provvedimento "Opzione donna" che in un primo momento era stato tolto dalla Manovra nelle ultime ore è stato reinserito nella bozza della legge di Bilancio

Opzione donna

Opzione Donna, stando alle ultime indiscrezioni, sarà  prorogata per un anno ma con i requisiti attuali. Lo prevede l'ultima bozza della Manovra che proroga i termini vigenti per l'anticipo pensionistico delle donne al 31 dicembre 2021 ed entro il 28 febbraio 2022. La bozza approvata due settimane fa dal Consiglio dei ministri contava 185 articoli, mentre quella attuale ne conta 219.

La modifica nella bozza

"All’articolo 16 del decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 marzo 2019, n. 26, al comma 1, le parole «31 dicembre 2020» sono sostituite dalle seguenti: «31 dicembre 2021» e, al comma 3, le parole «entro il 28 febbraio 2021» sono sostituite dalle seguenti: «entro il 28 febbraio 2022»", si legge nel testo della bozza della legge di Bilancio.

La proroga

Opzione donna rimane dunque anche per il 2022 con gli stessi requisiti che il provvedimento ha avuto sino ad ora.

Età

Opzione donna prevede che le donne possano andare in pensione a 58 anni per le lavoratrici dipendenti e un anno più tardi, 59, per quelle autonome (imprenditrici, partite iva...).

A chi spetta

"Le lavoratrici conseguono il diritto alla decorrenza del trattamento pensionistico trascorsi: 12 mesi dalla data di maturazione dei requisiti, nel caso in cui il trattamento pensionistico sia liquidato a carico delle forme di previdenza dei lavoratori dipendenti; 18 mesi dalla data di maturazione dei requisiti, nel caso in cui il trattamento sia liquidato a carico delle gestioni previdenziali dei lavoratori autonomi", si legge sul sito dell'Inps.

Il calcolo contributivo

Ai fini del conseguimento della pensione è richiesta la cessazione del rapporto di lavoro dipendente. Non è invece richiesta la cessazione dell'attività svolta in qualità di lavoratrice autonoma.Ai fini del perfezionamento del requisito contributivo è valutabile la contribuzione a qualsiasi titolo versata o accreditata in favore dell’assicurata, fermo restando il contestuale perfezionamento del requisito di 35 anni di contribuzione al netto dei periodi di malattia, disoccupazione e/o prestazioni equivalenti, ove richiesto dalla gestione a carico della quale è liquidato il trattamento pensionistico. Vale a dire che chi vuole andare in pensione anticipatamente deve aver almeno raggiunto i 35 anni di contributi. La pensione è liquidata esclusivamente con le regole di calcolo del sistema contributivo.

Quanto si perde

Ma andare in pensione prima (e non poco visto che l'età pensionabile di anzianità è fissata attualmente a 67 anni) comporta però un sacrificio economico. Qualcosa insomma bisogna "lasciare sul campo". Ma quanto? Chi decide di andare in pensione prima sfruttando Opzione donna deve contare di perdere fra il 25 e il 20% dell'assegno pensionistico che maturerebbe se andasse in pensione "regolarmente".

E' proprio per questo che nel 2019 e nel 2020 in poche hanno deciso di scegliere questa opportunitàcirca 33 mila donne in totale (intoro alle 21mila nel 2019 e più o meno 13mila l'anno successivo).

L'Ape "rosa"

Ma le donne hanno un'altra opportunità per uscire prima dal mondo del lavoro: l'Ape rosa. Una possibilità di ridurre ulteriormente l'Assegno di pensione anticipata (Ape) che è già previsto per alcune categorie di lavori gravosi (un elenco che è stato da poco ampliato dal governo Draghi). Con la legge di Bilancio 2022 il governo ha deciso la proroga di un anno dell’anticipo pensionistico. Si tratta di un assegno che viene corrisposto a determinate categorie fino a quando non raggiungono i requisiti per ottenere la pensione di vecchiaia o per la pensione anticipata. Una possibilità che riguarda dipendenti pubblici e privati, autonomi e lavoratori iscritti alla gestione separata (escluse le casse previdenziali private) in stato di difficoltà. Sono interessati a questa formula i lavoratori disoccupati senza Naspi; lavoratori che assistono il coniuge, un genitore o un figlio con handicap grave; invalidi civili; e lavoratori impiegati in settori considerati gravosi o usuranti. Occorrono dei requisiti per l' Ape Sociale: 63 anni di età  anagrafica e 30 anni di anzianità contributiva. In questo meccanismo le donne hanno un ulteriore riduzione dei tempi. Possono ottenere uno sconto di sei mesi sull’anzianità contributiva per ogni figlio (per un massimo di quattro figli). L'importo della rata mensile dell'Ape è calcolata al momento dell’accesso alla prestazione se la pensione è inferiore a 1.500 euro oppure pari a 1.500 euro se il calcolo della pensione risulta pari o superiore a 1.500 euro.