Roma, 14 novembre 2021 - Sono ore delicate per il futuro del sistema pensionistico. Dopo gli annunci e le ipotesi avanzate negli scorsi giorni, martedì 16 i segretari generali dei sindacati confederali incontreranno il presidente del Consiglio, Mario Draghi proprio per affrontare il nodo questioni.

Le cose certe

Fra le poche cose certe, di sicuro c'è che verrà abbondonarta quota 100 cioè il meccanismo che permette di andare in pensione anticipatamente quando la somma fra età anagrafica è quella contributiva è pari a 100: ad esempio 60 anni di età e 40 di contributi o 61 anni di età e 39 di contributi e così via. Altrimenti per andare a riposo occorre attendere l'anzianità di 67 anni.

Le cose incerte

Quale sarà il meccanismo che sostituirà quota 100 è ancora da determinare. Nei giorni scorsi si era fatta da più parti largo l'eventualità di un progressivo innalzamento di quota 100 nei prossimo anni partendo da quota 102 per il 2022 per poi tornare a un sistema progressivamente a un sistema che consenta di andare in pensione solo con l'anzianità di 67 anni, lasciando aperte, o addirittura ampliando, le opportunità per alcune categorie di andare in pensione prima attraverso: l'Ape sociale, l'Ape rosa, Opzione donna.

Gli annunci

Nei giorni scorsi il Governo ha inserito nella bozza della Manovra la proroga di un anno di Opzione donna (con le condizionalità del passato, cioè 58 anni per le dipendenti a 59 per le autonome sempre che si abbiano 35 anni di contribuzione), la proroga di un anno dell'Ape sociale con delle modifiche (tolti i tre mesi dalle fine della Naspi) e l'estensione da 57 a 221 delle mansioni considerate gravose, non sembrano essere sufficienti per i sindacatiLa cosiddetta Quota 102 (cioè la possibilità di lasciare il lavoro con 64 anni di età e 38 di contributi, ma unicamente per il 2022) è giudicata solo una "soluzione tampone", "una misura improvvisata sbagliata e non condivisa - come ha detto il segretario generale della Uil, Luigi Sbarra - che nasconde un inesorabile ritorno all'iniquità delle legge Fornero".

In pensione a 62 anni

C'è quindi una forte attesa per vedere se l'esecutivo è pronto a mettere sul piatto qualcos'altro. Negli ultimi giorni è circolata l'ipotesi di un'uscita anticipata a 62 anni ma con il ricalcolo contributivo per coloro i quali hanno il doppio sistema. Il ministro del Lavoro Andrea Orlando si è detto pronto al confronto per capire come tornare a un sistema contributivo evitando le rigidità della legge Fornero, costruendo quindi elementi di flessibilità. Ma i sindacati, pur chiedendo da tempo il dialogo, temono che l'intento sia di rinviare tutto al prossimo anno: una prospettiva ritenuta inaccettabile: Secondo questo sistema, che prevede la pensione di vecchiaia con 67 anni di età, l'ammontare della pensione è definito in base ai contributi versati, seguendo il principio “più versi, più avrai”. Un meccanismo in base al quale. più elevata è l'età, più alta sarà la pensione.

​Le idee

L’idea del presidente Draghi è quella di lasciare la possibilità di anticipare la pensione a 62 anni con il sistema contributivo per tutti, abbandonando così il sistema misto e la definizione di "quote", evitando un ritorno rigido alla Fornero. Quali saranno i meccanismi e i rendimenti delle pensioni anticipate è ancora da vedere.

Il tavolo Governo e sindacati

Tutte questioni che saranno sul tavolo martedì 16 novembre alle 17.30, giorno e orario in cui i segretari generali dei sindacati confederali Maurizio Landini (Cgil), Luigi Sbarra (Cisl) e Pierpaolo Bombardieri (Uil) sono stati convocati a Palazzo Chigi dal presidente del Consiglio, Mario Draghi. All'incontro parteciperanno anche i ministri di Economia, Lavoro e Pubblica amministrazione, Daniele Franco, Andrea Orlando e Renato Brunetta.

Mobilitazioni e scioperi in vista?

"Il tema non è solo quota 102 - ha affermato Landini - il tema è dare una pensione di garanzia ai giovani, riconoscere la diversità tra i vari lavori, riconoscere il diritto dopo 62 anni di uscire dal lavoro, riconoscere il lavoro di cura delle donne".

Secondo i sindacati, la legge Fornero va cambiata, rimodulata e riformata con impianto equo, sostenibile e flessibile. La strada è quella di una riforma complessiva, stabile e profonda, da fare in tempi brevi. Il governo deve quindi mostrare la "volontà politica di cambiare una riforma sbagliata". Martedì quindi i sindacati chiederanno "una risposta precisa e concreta" e fino a quando non arriverà la mobilitazione non si fermerà: "andremo avanti nei luoghi di lavoro e sul territorio" ha assicurato Sbarra. La mobilitazione - ha aggunto Bombardieri - servirà a "far cambiare idea alla politica e al governo", non solo su pensioni, ma anche su fisco e lavoro. Il 20 novembre sono in programma le manifestazioni regionali nelle Marche e in Veneto; a seguire il 27 le manifestazioni nelle altre regioni.