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26 nov 2021

Olio extravergine d'oliva: quali sono i migliori? E quali non passano il test di qualità?

Le prove effettuate per la rivista "Altro Consumo" da un gruppo di esperti riconosciuti dal Ministero: ecco i risultati 

enrico camanzi
Economia

Oli extravergine messi in ordine a seconda della qualità, nel tentativo di capire quali siano i migliori. Lo ha fatto la rivista Altro Consumo, in uno dei suoi periodici test dedicati ai prodotti alimentari in vendita nei negozi e nei supermercati italiani. E, prima sorpresa, delle 30 etichette provate in undici - secondo gli assaggiatori arruolati dal portale dedicato alla difesa dei diritti dei consumatori - sono stati riscontrati difetti legati alle qualità organolettica (aroma e gusto in primis) che ne impedirebbero la classificazione come extravergine.

Vanno precisate due cose: questa presunta mancata aderenza alla normativa europea che identifica gli oli extravergine non rappresenta un problema dal punto di vista della sicurezza. In seconda battuta, però, è opportuno dire che la prova d'assaggio (contestata da parte dei produttori) realizzata da Altro Consumo non è paragonabile, dicono dalla rivista, "a una degustazione per intenditori". Si tratta, invece, di una prova obbligatoria e codificata dalla legge, svolta da esperti secondo modalità delineate attraverso uno standard.

I test effettuati

Nella prova effettuata da Altro Consumo è stata svolta una serie di analisi in laboratorio, per verificare il rispetto dei parametri chimici previsti dalla legge. Sono stati effettuati l'analisi spettrofotometrica, che consente di accertare l'eventuale presenza di oli ottenuti con solventi e la verifica della composizione in acidi grassi e steroli, che può servire a individuare l'aggiunta di oli di altro tipo (come quello di semi). Ebbene, tutti e 30 gli oli "indagati", sono risultati conformi.

Un'altra caratteristica valutata è stata l'acidità, che nei prodotti analizzati varia tra lo 0,1% e lo 0,3%. Anche in questo caso tutti gli oli sono stati promossi, con giudizi fra buono e ottimo. Nella norma anche la presenza di pesticidi: sono stati trovati minimi resti di fitofarmaci in 11 campioni, tutti notevolmente al di sotto del limite di legge. Buona per tutti anche la valutazione sui metodi di conservazione. 

Quando un olio può definirsi extravergine

Un olio può definirsi extravergine per legge dopo aver superato una prova d'assaggio effettuata da un "panel" (un gruppo) di esperti. Ci sono gli esperti "ufficiali", quelli utilizzati per questi test da Altro Consumo, a cui il ministero delle Politiche agricole affida le verifiche sulla qualità dell'olio e quelli "professionali", formati da associazioni di imprese, enti locali e Camere di Commercio. L'attribuzione anche di un solo difetto da parte degli assaggiatori ufficiali può portare a una bocciatura, retrocedendo il prodotto testato dalla categoria "extravergine" a quella inferiore di "vergine". 

Le prove di assaggio effettuate

Gli assaggiatori chiamati da Altro Consumo (tutti riconosciuti dal ministero) hanno riscontrato difetti in alcuni degli oli inseriti nel campione da anlizzare. Secondo quanto definito dalla legge i prodotti che non hanno passato il primo test sono stati sottoposti a un secondo assaggio. In questo caso, dicono da Altro Consumo, è stato impiegato un secondo panel internazionale riconosciuto dal Consiglio oleicolo internazionale. Alcuni oli hanno fallito anche questo secondo esame. Sono stati quindi classificati - dalla rivista - come "vergini". I prodotti che avevano dato risultati discordanti sono stati testati una terza volta, per un'ulteriore verifica della loro aderenza allo standard "extravergine".

Sono stati 11 gli oli che, secondo gli esperti di Altro Consumo, pur commercializzati come "extravergini", sarebbero da definire "vergini". Un declassamento che non è stato accettato da tutti: alcuni dei produttori delle etichette "bocciate", infatti, hanno inviato ad Altro Consumo gli esiti delle prove effettuate nei laboratori a cui si affidano di consueto che smentiscono i risultati dei test effettuati dalla rivista. "Questo però - dicono da Altro Consumo - non smentisce i risultati delle nostre prove, che sono state effettuate da panel ufficiali riconosciuti dalle autorità, nazionali e internazionali".

Altra precisazione che arriva dalla redazione di Altro Consumo è che le prove sono state effettuate su bottiglie acquistate in punti vendita sparsi sul territorio italiano: i difetti, quindi, potrebbero essere imputabili a un'errata conservazione del prodotto. 

Differenze fra olio "extravergine" e olio "vergine"

L'olio extravergine ha una qualità superiore all'olio vergine. Ha aroma e sapore intensi, qualità che mancano all'olio vergine, che ha un sapore molto meno definito. L'olio vergine, per altro, non viene commercializzato da solo ma viene miscelato a oli raffinati per realizzare l'olio che è messo in vendita come olio d'oliva semplice. 

La classifica

Questa la classifica stilata da Altro Consumo sulla base delle prove effettuate. Sopra i 70 punti - sempre nella scala elaborata dal portale - l'olio può definirsi di qualità "ottima", sopra i 60 di qualità buona, sopra i 50 di qualità media, sopra i 30 di qualità bassa. I prezzi sono da intendersi come prezzi medi.

Questa la classifica stilata da Altro Consumo: è interessante notare che la provenienza delle olive utilizzate (esclusivamente dall'Italia o dai Paesi dell'Unione Europea) e l'impiego di olive da colture biologiche non ha a che fare con i risultati ottenuti nelle prove della rivista. 

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