Assegni scoperti: boom di recidive in Lombardia. E i protesti sono tornati a salire

Nel 2022 sono stati 70.089, il 60% in meno della quota record raggiunta nel 2013 (178.320) Ma nel post-Covid, a fronte di un calo nazionale, nella regione il trend è di nuovo positivo

In aumento gli assegni scoperti

In aumento gli assegni scoperti

Protesti ridotti del 60% rispetto al 2013, ma crescono in Lombardia rispetto al 2021 ed aumenta la recidiva di imprese e persone protestati. Lo rileva l’Istat, nell’analisi sui protesti iscritti nel Registro informatico. Rispetto ai numeri del 2013, quando si era in piena crisi mondiale, i dati sono in costante calo, con il minimo toccato nel 2020, anno del Covid, recuperato in parte nel 2021.

Per quanto riguarda la Lombardia, considerando cambiali e assegni, nel 2022 sono stati 70.089 i protesti, il 60% in meno rispetto ai 178.320 del 2013, ma in aumento rispetto ai 64.824 del 2021 e ai 65.988 del 2019 (39.020 quelli del 2020). In effetti, l’Istat rileva come ovunque in Italia ci sia stato un calo rispetto al 2021, ad eccezione di Lombardia (+8,1%) e Lazio (+5,7%). Diminuisce il valore: nel 2022 i protesti ammontavano a 67 milioni di euro, contro i 66 milioni del 2021 ed i 110 milioni del 2019. A guidare l’aumento a livello regionale sono soprattutto i protesti per le persone fisiche, cresciute del 12,4% in un anno, mentre calano del 6,5% quelli per le persone giuridiche.

Il trend in calo, secondo l’Istat, dipende da molti fattori. L’introduzione di sistemi come le carte di pagamento (carte di credito, carte di debito, carte prepagate, carte a spendibilità limitata) ha ridotto l’uso di cambiali e assegni. Soprattutto, però, ha inciso l’attività di pubblicità realizzata dal Registro informatico dei protesti (Repr) e, per gli assegni, anche l’esercizio di controllo da parte di altri organismi, come la Centrale di allarme interbancaria (Cai). L’attività di pubblicità e di vigilanza sui soggetti protestati, infatti, ha lo scopo di tutelare chiunque abbia rapporti economici con il protestato. Il nome del debitore iscritto nel Repr è pubblico ed è di semplice consultazione da parte di chiunque abbia a che fare con l’eventuale debitore. Inoltre tali servizi di vigilanza per gli assegni comportano effetti più restrittivi per i soggetti protestati in termini di accesso al credito e ai mezzi di finanziamento bancario, rispetto a quelli previsti dalla legislazione vigente in caso di pubblicità del protesto mediante il Repr.

Il segnale forse più preoccupante, però, è rappresentato dall’aumento della recidiva dei protestati, un fenomeno che ha interessato sia le persone, sia le imprese: l’Istat rileva, infatti, che il 63,2% delle persone iscritte nel Registro informatico dei protesti risulta protestato nel corso dell’anno per più titoli di credito. Non si tratta quindi di un episodio occasionale ma di una serie di casi.