In coppia, litigi di ordinaria follia: si ride con il teatro dell’assurdo. Al Carcano in scena Nuzzo e Di Biase

A Milano "Delirio a due", pillola di teatro dell’assurdo che Eugène Ionesco scrisse a inizio Anni Sessanta. Un’opera non frequentatissima riportata in scena da Giorgio Gallione

Nuzzo e Di Biase

Nuzzo e Di Biase

Milano – Una coppia. Chiusa nella propria casa. A litigare su dettagli vuoti, di ordinaria follia. Mentre fuori c’è la guerra. Difficile tratteggiare un ritratto più feroce della dissociazione quotidiana in cui osserviamo le bombe cadere in giro per il mondo. O i ragazzini morire sui barconi. Prima di cambiare canale, stazione, sito e passare ad altro. Eppure si ride. Si ride forte in "Delirio a due", pillola di teatro dell’assurdo che Eugène Ionesco scrisse a inizio Anni Sessanta. Mascherando sotto le risate (e la follia) uno sguardo corrosivo sulla società del secondo Novecento. Piace dunque l’idea di Giorgio Gallione di riportare in scena un’opera non frequentatissima. E di affidarla a Corrado Nuzzo e Maria Di Biase, duo comico che torna alla prosa ma senza perdere la propria matrice più spensierata. In giro da inizio febbraio, martedì lo spettacolo arriva ospite del Teatro Carcano, con repliche fino a domenica 24 marzo.

"Nella commedia dominano il paradosso e il grottesco – spiega il regista –, la perenne, futile, incessante lite tra Lui e Lei, ridicole marionette umane imprigionate nella ragnatela di un ménage familiare annoiato e ripetitivo. Il tema del contendere è solo un pretesto, in un dialogo sempre più serrato e funambolico che presto raggiunge le vette di un nonsense da comica finale, di un tragicomico Helzapoppin domestico. E tutto ciò mentre all’esterno della casa infuria una misteriosa guerra civile che i due, sordi e ciechi alla realtà, quasi non percepiscono". Lei si fa bella per i giorni belli che arriveranno.

Lui si scalda per nulla, mentre ogni tanto lancia un’occhiata fuori dalla finestra, conta i cadaveri che scorge lì fuori, nel mondo. Un duetto dal ritmo sostenuto. Nelle mani di una delle coppie più solide del cabaret. Da oltre vent’anni in giro con quel loro linguaggio surreale. E un curriculum lungo così di lavori per il teatro, il cinema, la televisione. "La potenza comica ed eversiva di Ionesco arriva in questa pièce a risultati geniali – conclude Gallione –. La naturalezza con la quale l’autore costruisce dialoghi e situazioni di questo cinico gioco al massacro, diventa a poco a poco un formidabile strumento di critica ad una società ottusa e urlante, troppo spesso incapace di afferrare il senso di ciò che le accade intorno".