Matteo Salvini
Matteo Salvini

Milano, 30 aprile 2019 - Telecamere non solo negli asili per tutelare i bambini dai maestri violenti ma anche nelle scuole di grado superiore per tutelare, stavolta, gli insegnanti da studenti e genitori particolarmente aggressivi. Ad ipotizzare l’estensione del ricorso alla videosorveglianza è Matteo Salvini, ministro dell’Interno nonché vicepremier. «Entro maggio approveremo in Senato la legge per installare le telecamere negli asili nido, nelle materne e nelle case di riposo per proteggere bimbi, anziani e disabili ed entro giugno faremo lo stesso alla Camera» spiega il segretario federale della Lega prima di aggiungere: «Stiamo riflettendo sulla possibilità di consentire l’installazione delle telecamere anche nelle scuole di grado superiore per tutelare i professori dagli adolescenti un po’ particolari e dai loro genitori. C’è arrivata qualche richiesta in questo senso dagli stessi professori». Parole proferite in Prefettura a Milano in occasione delle firma di un accordo tra il Viminale, la Regione Lombardia e l’Anci (l’associazione dei Comuni) sulla sicurezza integrata. «Sulle telecamere – sottolinea Salvini – la Lombardia è arrivata prima»: il riferimento è al provvedimento già varato dall’esecutivo regionale e ora al vaglio delle commissioni, un provvedimento che stanzia 600mila euro per aiutare gli asili pubblici e privati ad acquistare le telecamere.

Dalle telecamere nelle scuole ai Canapa o Coffee Shop regolari che hanno via via aperto nelle nostre città. «Stiamo lavorando non da soli ma con altri corpi dello Stato per andare a verificare la giungla che ci siamo trovati a gestire con i Canapa shop e i Coffee shop che stanno proliferando come funghi e che – fa sapere il ministro dell’Interno – in un caso su due, in caso di controlli, si rivelano centri dello spaccio». L’accordo siglato ieri con la Regione e con i Comuni lombardi verte intorno a più progetti, quelli elencati dal prefetto Renato Saccone: «Si provvederà ad organizzare momenti di formazione della polizia locale da parte delle altre forze dell’ordine su un ampio spettro di reati, quindi andremo a creare una rete dei Patti di Sicurezza fin qui siglati in Lombardia in modo che questi possano andare al di là dei ristretti confini amministrativi e, ancora, sarà facilitato lo scambio di dati e informazioni tra le polizie locali, le forze dell’ordine e le associazioni che lavorano sul territorio in modo da creare un database regionale, oltre a connettere le sale operative e integrare sistemi diversi di videosorveglianza». «Questo accordo – commenta Attilio Fontana, presidente della Regione – esalta la voglia di fare rete e di coinvolgere i sindaci nell’affermazione della sicurezza. Valuto positivamente questa volontà di collaborare, tutti insieme, nel nome del rispetto delle regole».