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22 nov 2020
22 nov 2020

Covid, Galli: "Tamponi di massa? Ho in mente esperimento in un Comune lombardo"

E' quanto ha confessato il primario dell'ospedale Sacco di Milano commentando quello che è avvenuto in Alto Adige

22 nov 2020
(DIRE) Milano, 20 mar. - "Temo che in determinati contesti rurali o semirurali un bell'incubatore ahime' siano stati i bar e le osterie che i maschi anzianotti frequentano da pensionati abitandoli per parecchie ore al giorno". E' la tesi espressa dal capo infettivologo dell'ospedale Sacco di Milano, Massimo Galli. Dopodiche' "questo verra' definito dalle indagini epidemiologiche quando ci sara' il tempo di farle, spero presto, finita la buriana- dice- ma chiaramente il sospetto mi viene". Non solo, ma a detta di Galli visto che le prime ad essere colpite "sono state zone prevalentemente ad economia rurale anche se in Lombardia e' difficile parlare di zone prevalentemente rurali o zone industriali", il pensiero e' che "ci siano stati contatti anche per affinita' di occupazione che hanno favorito il contagio, e certe zone del Veneto e dell'alta Lombardia siano state maggiormente colpite. Mi riferisco a fiere rurali o ambiti di questo genere che possono aver anche favorito la diffusione".    Per quanto riguarda oltre i confini, per Galli "chiaramente" il resto d'Europa "avra' avuto in parte la sventura di beccarsi il virus dall'Italia e quindi da un luogo inizialmente inatteso come fonte di infezione", e dall'altra parte "sta accadendo in altre parti d'Europa qualcosa di molto simile rispetto a quello che e' accaduto a noi", ossia "che un virus orientale sia arrivato anche per triangolazioni da altri paesi oppure sia arrivato con persone assolutamente asintomatiche per cui non c'e' stata alcuna forma di sospetto". A tal proposito, "ricordo che a lungo i voli che venivano dalla Cina erano semplicemente sottoposti al controllo della presenza o meno di uno stato febbrile: se uno non aveva la febbre passava", sottolinea l'esperto.   (Nim/ Dire) 11:34 20-03-2
L'infettivologo Massimo Galli (Dire)
(DIRE) Milano, 20 mar. - "Temo che in determinati contesti rurali o semirurali un bell'incubatore ahime' siano stati i bar e le osterie che i maschi anzianotti frequentano da pensionati abitandoli per parecchie ore al giorno". E' la tesi espressa dal capo infettivologo dell'ospedale Sacco di Milano, Massimo Galli. Dopodiche' "questo verra' definito dalle indagini epidemiologiche quando ci sara' il tempo di farle, spero presto, finita la buriana- dice- ma chiaramente il sospetto mi viene". Non solo, ma a detta di Galli visto che le prime ad essere colpite "sono state zone prevalentemente ad economia rurale anche se in Lombardia e' difficile parlare di zone prevalentemente rurali o zone industriali", il pensiero e' che "ci siano stati contatti anche per affinita' di occupazione che hanno favorito il contagio, e certe zone del Veneto e dell'alta Lombardia siano state maggiormente colpite. Mi riferisco a fiere rurali o ambiti di questo genere che possono aver anche favorito la diffusione".    Per quanto riguarda oltre i confini, per Galli "chiaramente" il resto d'Europa "avra' avuto in parte la sventura di beccarsi il virus dall'Italia e quindi da un luogo inizialmente inatteso come fonte di infezione", e dall'altra parte "sta accadendo in altre parti d'Europa qualcosa di molto simile rispetto a quello che e' accaduto a noi", ossia "che un virus orientale sia arrivato anche per triangolazioni da altri paesi oppure sia arrivato con persone assolutamente asintomatiche per cui non c'e' stata alcuna forma di sospetto". A tal proposito, "ricordo che a lungo i voli che venivano dalla Cina erano semplicemente sottoposti al controllo della presenza o meno di uno stato febbrile: se uno non aveva la febbre passava", sottolinea l'esperto.   (Nim/ Dire) 11:34 20-03-2
L'infettivologo Massimo Galli (Dire)

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