
Claudio Forleo, responsabile dell’Osservatorio Parlamentare
MILANO – Aumentano le intimidazioni agli amministratori locali, ma la proposta della nuova legge di bilancio 2025 riduce i fondi per le vittime. A segnalarlo, l’Osservatorio sugli amministratori sotto tiro di Avviso Pubblico, associazione nata nel 1996 per riunire gli Amministratori pubblici che si impegnano a promuovere la cultura della legalità democratica. “Ci siamo accorti – spiega Claudio Forleo, responsabile Osservatorio Parlamentare – del taglio dell’80%, da 6 a 1 milione di euro, del fondo destinato agli amministratori locali vittime di intimidazioni, mentre è stato azzerato quello da 5 milioni di euro per i Comuni sciolti per mafia. La richiesta è di ripensarci, perché 5 milioni di euro non cambiano la finanziaria. Ci sono emendamenti in questo senso, che chiedono non solo di ripristinare i fondi, ma anche di aumentarli, perché non si può dire che funzionino. In questi anni, i fondi sono stati usati per ripristinare i danni ma anche per iniziative di cittadinanza responsabile, trasparenza, legalità, in cui anche Avviso Pubblico è stato coinvolto”.
I dati dicono, del resto, che le intimidazioni agli amministratori locali sono in aumento. Secondo quanto raccolto dall’Associazione dei Comuni, in Lombardia dal 2010 al 2023 si sono registrati 118 casi nella provincia di Milano, 46 a Varese, 27 in provincia di Monza, 22 a Bergamo, 19 a Brescia e Pavia, 16 a Lecco, 15 a Como, 13 a Mantova, 10 a Cremona e Lodi, 3 a Sondrio. L’aggiornamento al primo semestre 2024 fatto dal Ministero degli Interni parla già di 30 casi per la Lombardia, uno in più rispetto allo stesso periodo del 2019. I numeri dei due osservatori differiscono, perché il Viminale conteggia anche casi che non assurgono alla ribalta della cronaca, mentre Avviso Pubblico si basa su fonti pubbliche, ma entrambi evidenziano un aumento.
“Crescono le segnalazioni – sottolinea Forleo – segno sicuramente di una maggiore attenzione dell’opinione pubblica e dei media, ma c’è anche una recrudescenza del fenomeno, che si registra negli anni in cui si tengono le elezioni, momento particolarmente fertile sia per atti veri e proprio di intimidazione, volti ad allontanare un candidato, che di attacchi contro gli amministratori in carica”. Anche per questo, sarebbe un segnale ulteriormente negativo l’azzeramento del fondo.
Da qui, la richiesta di Avviso Pubblico al Parlamento e al Governo, nella loro autonomia, di “rivedere le proposte di taglio ai due fondi citati, mantenendone inalterato lo stanziamento. Sostenere e proteggere le amministratrici e gli amministratori locali minacciati e intimiditi insieme a quelli che amministrano con serietà, competenza e responsabilità gli enti locali sciolti per infiltrazione mafiosa è un dovere a cui la politica non può sottrarsi”. Considerazioni che l’associazione ha affidato ad una lettera indirizzata al Presidente del Consiglio, ai ministri dell’Interno e dell’Economia e Finanze, alla Presidente e ai componenti della Commissione parlamentare antimafia.