Fiume Po, allarme siccità in una foto d'archivio
Fiume Po, allarme siccità in una foto d'archivio

Milano, 24 luglio 2017 - Per oggi, lunedì 24 luglio, erano attesi temporali ma si è trattato solo di precipitazioni molto sporadiche. La situazione per la siccità in Lombardia si fa così sempre più grave. I dati evidenziano un netto deficit idrologico soprattutto per l'area prealpina ed alpina, che può contare su una riserva pari a 1.086 milioni di metri cubi d'acqua, fornita dal manto nevoso e dai laghi. Il totale della riserva, invasata nei grandi laghi, resta inferiore sia alla media del periodo (-45,7%), sia ai quantitativi dell'anno più critico in tempi recenti, il 2007. Nel dettaglio, sulle montagne si stima una quantità di neve, secondo gli ultimi dati di Legambiente, pari a 550 milioni di metri cubi quando in questo periodo la media è di 950 milioni. Simile la situazione negli invasi indroelettrici: su una capacità di oltre 500 milioni di metri cubi, le dighe montane ne trattengono al momento 70 milioni. Tutti i grandi laghi si trovano in deficit idrico: il lago di Garda è al 34% di riempimento del volume: entrano 28 metri cubi d'acqua al secondo contro gli oltre 65 di media e anche i laghi di Como e d'Iseo sono largamente al di sotto delle medie stagionali. Il contributo della neve risulta inferiore del 62% rispetto alla media annua di riferimento e del 30% rispetto a quanto registrato nell'anno critico 2007. Per quanto riguarda gli invasi artificiali, si registra una diminuzione del 31%, sulla media stagionale, nel volume d'acqua presente nei serbatoi del bacino dell'Oglio mentre, per gli invasi artificiali afferenti al bacino del fiume Adda, la diminuzione è del 5%. Problemi dunque soprattutto per le colture agricole, a partire dal mais in sviluppo in questo periodo.

"Milano si trova in una situazione fortunata non solo per la conformazione del territorio che permette il rifornimento idrico da profonde falde acquifere, ma anche perchè negli anni sono stati fatti ottimi investimenti per garantire la fornitura e la qualità dell'acqua". Lo ha detto Alessandro Russo, il presidente di Cap, il gruppo che gestisce il servizio idrico integrato sul territorio della Città Metropolitana di Milano e in diversi altri comuni delle province di Monza e Brianza, Pavia, Varese, Como. Il rischio che i milanesi si ritrovino con i rubinetti a secco, come potrebbe accadere in altre città, secondo Cap, è molto limitato. A differenza di comuni come Roma, dove l'acqua viene rifornita con bacini idrici, quali laghi o fiumi, a Milano l'acqua viene prelevata da falde acquifere profonde anche fino a 100 metri. Falde che hanno tempi di ricarica molto lunghi e ci vorrebbero quindi anni prima che si creino situazioni critiche. A questo conformazione 'fortunatà del territorio, si aggiungono gli investimenti fatti negli anni nelle infrastrutture. In modo da garantire non solo la qualità, ma anche la sicurezza degli impianti che governano e collegano gli oltre 100 pozzi presenti.