Valentina Tarricone di FirstNet security
Valentina Tarricone di FirstNet security

Milano, 25 ottobre 2021 - Il 15 ottobre, giorno in cui è scattato l'obbligo di Green pass, non si è presentato al lavoro. Ha prodotto un certificato medico di malattia, "ma poi invece di starsene a casa al calduccio ha pensato bene di appartarsi con tre amanti diverse, in tre giorni diversi, in alcuni parcheggi", a raccontare le "peripezie" di un manager over 50 di un'azienda milanese del settore servizi è Valentina Tarricone general manager di FirstNet security, una delle maggiori agenzie investigative d'Italia.

Sì, perché da quando il 15 ottobre è scattata l'obbligatorietà di Green pass per i lavoratori, c'è stato un boom (+22,6%) di certificati di malattia. Un dato che non è difficile mettere in relazione con il debutto dell'obbligo di avere la carta verde per lavorare (pena la sospensione dal lavoro e dallo stipendio). Una situazione che più di una persona non vaccinata (o non coperta da un tampone negativo effettuato nelle 48-72 ore precedenti) ha pensato di risolvere chiedendo al medico di certificare uno stato di malattia, spesso non reale.

"Nei giorni scorsi - spiega Valentina Tarricone, general manager di FirstNet security, una delle maggiori agenzie investigative d'Italia - c'è stato un boom di richieste delle aziende per le agenzie di investigazione privata. La necessità? Verificare che i dipendenti 'malati' fossero effettivamente a casa e non si dedicassero ad altre attività".

Le aziende, infatti, non possono sapere se un dipendente è in possesso o meno del Green pass (fino a quando non arrivano in azienda) ma ricevono i certificati di malattia dei dipendenti. E proprio il boom di questi documenti inviati il 15 ottobre non permette di effettuare i controlli: i medici fiscali non sono infatti sufficienti.

"Per questo diverse aziende, nel caso in cui sospettino della veridicità dei certificati medici, si rivolgono alle agenzia investigative", spiega Valentina Tarricone che con la sorella Simona, fondatrice dell'agenzia, porta avanti l'attività di FirstNet Security.

E i casi "curiosi" sono davvero molti. "Gliene potrei raccontare una valanga", dice la Tarricone. "Nei giorni scorsi siamo ad esempio stati contattati da un'azienda di servizi che ci ha chiesto di controllare un manager over 50 che aveva inviato un certificato di malattia in corrispondenza del 15 ottobre". Il sospetto, dell'azienda, era che trovandosi in malattia lavorasse 'di nascosto' comunque a favore di qualche altra azienda, magari concorrente. "In questi casi ci capita spesso di trovare dipendenti che invece di starsene a casa in malattia se ne vanno in palestra o a fare la spesa", spiega la Tarricone. In questo caso però pedinando il manager "lo abbiamo sorpreso che si appartava in auto nei parcheggi... Tre giorni diversi, con tre partner diverse". Un'infedeltà aziendale, e non solo.