I ghiacciai continuano ad arretrare
I ghiacciai continuano ad arretrare

Milano, 7 gennio 2020 - «Si scierà sempre più in alto". Il futuro della neve è sopra i 1.800 metri, assicura Vanda Bonardo, esperta di montagna di Legambiente e curatrice del dossier “Nevediversa”. "Difficile prevedere il rilancio di impianti dismessi a quote più basse. Il cambiamento climatico è più rapido in montagna rispetto alle zone pianeggianti e urbani : ogni grado centigrado in più registrato nelle terre emerse infatti corrisponde a un +2 gradi sulle Alpi". Le precipitazioni, invece, "non registrano variazioni sostanziali, almeno per ora", sottolinea Bonardo.

«I dati sono costanti: la differenza è legata alla quota neve, che è più alta. Oggi piove di più in montagna: ad altitudini dove un tempo le precipitazioni erano nevose ora è più frequente registrare piogge o acqua mista a neve. Una combinazione che riduce la tenuta e provoca un aumento del pericolo delle valanghe". Gli ultimi anni (dal 2015 al 2018) sono stati confermati come i quattro anni più caldi mai registrati sulla Terra. E secondo il Met Office (il servizio meteorologico britannico), quando saranno disponibili i numeri degli ultimi dodici mesi, il 2019 si confermerà ancora più caldo. Il trend climatico potrebbe portare, secondo gli scienziati, alla diminuzione dei volumi dei ghiacciai fino al 90 % entro il secolo. Un esempio arriva dalla Valtellina: appena sotto i 3mila metri c’è il rudere di un vecchio impianto di risalita e di un albergo semidistrutto. Il Ghiacciaio Scerscen si sta ritirando e l’ex rifugio inferiore Entova-Scerscen cerca un futuro. "Dobbiamo pensare a un modello di turismo sostenibile, “alla season”, che faccia vivere al montagna in tutti i periodi dell’anno", è il progetto di Legambiente.