Paolo De Nadai , presidente di OneDay
Paolo De Nadai , presidente di OneDay

Milano, 21 luglio 2021 - Poteva essere una cartolina di un'estate di quasi normalità per 400 ragazzi al tempo del Covid e invece rischia di essere un'istantanea in bianco e nero di quando sia difficile e anche pericoloso passare un periodo all'estero anche se la vacanza è organizzata da uno dei più seri e noti operatori del settore. E anche di quali nuovi danni possa comportare per le aziende del turismo che tentano di ripartire dopo un 2020 orribile. E lo sfogo social su Linkedin di Paolo De Nadai, fondatore ScuolaZoo & WeRoad  e presidente di Oneday, riapre la pagina calda del fare impresa oggi anche rispettando le nome italiane e estere sul covid e sui viaggi.

Ma facciamo un passo indietro. La cronaca: 400 ragazzi, tra i 18 e i 25 anni debbono partire il 23 luglio per Corfù per un soggiorno vacanza e dopo il caos degli studenti bloccati a Malta, Dubai e in altre località di vacanza, la Farnesina lancia l'ennesima allerta sui disagi nei quali, con la pandemia di coronavirus ancora in corso, possono incappare gli italiani che decidono di trascorrere le ferie in un altro Paese. "Qualsiasi spostamento, in questo periodo, può comportare un rischio sanitario: in molte isole greche, inclusa  Corfù, la presenza di stranieri risultati positivi è significativa e sta comportando rallentamenti e difficoltà alle autorità sanitarie locali nel reperire alloggi adeguati nei Covid-hotel", ha scritto l'Unità di crisi a ScuolaZoo Viaggi, il tour operator,  invitandolo a informare "anche i familiari dei ragazzi" dei rischi e "dei possibili costi aggiuntivi" legati a questi viaggi.  A breve giro la risposta del tour operator: "Tutti i nostri pacchetti viaggio hanno inclusa una polizza assicurativa Covid che copre tutti gli eventuali costi extra della degenza, compresa quindi la quarantena. E in caso fosse necessario, abbiamo già individuato grazie al nostro partner locale adeguate strutture ricettive da dedicare agli eventuali connazionali che risultassero positivi, senza attendere eventuali comunicazioni o direttive delle autorità greche".  Sin qui la cronaca, in sintesi. Al momento il viaggio è confermato. Le famiglie sono state informate ma non c'è stata nessuna disdetta dicono fonti della società. I ragazzi partiranno venerdì 23 da Ancona. La maggior parte ha scelto il traghetto ma alcuni arriveranno in Grecia in aereo. Il viaggio è a cura dei ragazzi.  Una volta sull'isola verranno distribuiti in più strutture, dedicate solo a loro, e durante tutto il periodo saranno seguiti dallo staff di Scuolazoo Viaggi anche sotto il profilo di una eventuale emergenza sanitaria, non solo legata al Covid. Il tour operator assicura di aver già prenotato una serie di stanze in hotel-covid, in caso di necessità, e tamponi e cure sono coperti dall'assicurazione ad hoc. Prima dei 400 sono stati già organizzati una decina di viaggi e altri sono in programma, norme Covid permettendo

Oggi poi lo "sfogo" via Linkedin di Paolo De Nadai che lamenta come il settore del turismo organizzato sia considerato un untore per eccellenza: " I 400 ragazzi in partenza per la Grecia per la cronaca sono iscritti ad un nostro viaggio. Sempre per la cronaca il 14 giugno, su nostra richiesta, abbiamo incontrato il Console Onorario Italiano di Corfù. Lavoriamo sull'isola da 13 anni come tour operator e volevamo che tutto fosse pronto per l'estate più complessa che il turismo ricordi. Al Console abbiamo comunicato che, a nostre spese, abbiamo inserito in tutti i pacchetti viaggio un'assicurazione che copre ogni eventuale costo legato al Covid, ivi compresa la quarantena e che abbiamo già individuato adeguate strutture ricettive da dedicare agli eventuali connazionali che risultassero positivi. Il tutto senza attendere eventuali comunicazioni o direttive delle autorità greche e senza sobbarcare alcun onere allo Stato né Greco, né Italiano. Abbiamo fatto di tutto per poter ripartire".

 

. "Attualmente - ha poi spiegato a Il Giorno  il manager - secondo l normative vigenti i viaggi all'interno dell'Unione Europea sono permessi per turismo seguendo alcune precise precauzioni, come ad esempio il Green Pass. Nello specifico della Grecia ad oggi si può entrare avendo completato il ciclo vaccinale o attraverso un tampone negativo, se rapido, fatto max 48h prima, se PCR massimo 72h prima, e c'è infine anche il Plf, il modulo da compilare. Tra l’altro siamo noi a dare tutte le istruzioni ai ragazzi su come compilarlo correttamente, e questo perché centinaia di turisti sono bloccati nei porti e negli aeroporti, ed essendo un tour operator organizzato cerchiamo di anticipare questi problemi". Con una aggiunta. "A livello di legge quindi è completamente legale andare all’estero. Il clamoreo perché un tour operator sta facendo semplicemente il suo lavoro è eccessivo anche nel contesto attuale. Siamo un tour operator, operiamo a Corfù da più di 10 anni e dietro la settimana di vacanza ci sono mesi di lavoro a tempo pieno per organizzare al meglio le proposte per la stagione, fare i sopralluoghi e pianificare insieme ai partner, alle istituzioni locali e all’assicurazione il pacchetto viaggio. Proprio il 14 giugno prima dell’inizio della stagione abbiamo incontrato il console italiano a Corfù per pianificare insieme, mostrando le nostre iniziative".

Differenza tra il viiaggio con tour operator in tempo di Covid e il fai da te?

"La differenza sostanziale tra il turismo “fai da te” e quello organizzato sta proprio nell’assistenza e nella copertura sanitaria che i tour operator garantiscono al viaggiatore. Tutti i nostri pacchetti viaggio, anche se non è obbligatorio dalla legge, hanno inclusa un’assicurazione ad hoc che copre ogni eventuale costo dovuto al covid, compresa l’eventuale quarantena, che, in caso, non avverrà quindi in strutture, spesso fatiscenti, offerte dalle autorità locali, ma in alberghi ad hoc da noi già pre-individuati e il cui costo è interamente coperto dall’assicurazione. Ecco perché viaggiare affidandosi ad un tour operator è molto più sicuro e offre molte più garanzie e serenità di un viaggio “fai da te”.

Il covid però è un rischio più che concreto anche in vacanza?

"Appena 10 giorni fa milioni di italiani hanno festeggiato la vittoria della Nazionale agli Europei senza alcun distanziamento sociale o mascherina. Sindaci, Prefetti e Istituzioni non hanno fatto nulla per mitigare gli assembramenti nelle piazze di tutta Italia. L’accanimento nei confronti del comparto turistico quantomeno fa pensare a due pesi e due misure tra quando la responsabilità è delle Istituzioni Pubbliche e quando è di aziende private".

Voi organizzate viaggi per ragazzi. Per loro la clausura sanitaria e sociale è stata particolarmente pesante?

"I nostri viaggi sono vacanze post anno scolastico: c’è chi festeggia la maturità e chi la fine della sessione di esami universitari. In questi due anni viaggiare ha assunto un sapore e un significato particolare: dopo mesi trascorsi in dad e socialità limitata i nostri ragazzi hanno bisogno di tornare a relazionarsi con dei coetanei e fuggire dalla depressione e solitudine del lockdown e tutti, adulti compresi, dovrebbero essere felici se le nuove generazioni dopo i sacrifici fatti in questi mesi per proteggere i loro nonni, riescono a riassaporare un po’ di meritata vita. Il covid ha esasperato l’invidia sociale, le spaccature generazionali e di classe. Sogno un’Italia di nuovo unita, che lavori per sanare le ferite economiche, psicologiche, educative che questi mesi hanno generato e spero che mass media e politica rispondano attivamente a queste esigenze del Paese".

Tra nuove varianti e norme che cambiano si prospetta un'altra stagione difficile per il turismo?

"Con fatica il comparto turistico, che in Italia, dà lavoro a 3,5 milioni di connazionali e contribuisce al 13% del Pil, sta provando a resistere a quasi due anni di blocco, collaborando puntualmente con gli organi competenti per ripartire nel rispetto dei protocolli eppure sembra diventato il capro espiatorio su cui far confluire tutte le colpe dell’aumento dei contagi. Prima lo sono stati i delivery, poi i runner, poi la movida e ora il turismo. Sembra serva sempre un “colpevole” per distrarre dal vero punto: la campagna vaccinale vede mancare all’appello ancora più di 2 milioni di anziani e fragili".