Pierdante Piccioni insieme alla moglie Maria Assunta Zanetti
Pierdante Piccioni insieme alla moglie Maria Assunta Zanetti

Pavia, 14 febbraio 2021 - "Certi amori non finiscono, fanno dei giri immensi e poi ritornano" canta Antonello Venditti. È un po’ quello che è accaduto a Pierdante Piccioni, dirigente medico dell’ospedale di Lodi che vive a Pavia e che il 31 maggio 2013 ha avuto un terribile incidente. Poche ore dopo l’impatto si è risvegliato dal coma, ma tutti i ricordi degli ultimi 12 anni erano stati cancellati. I due figli, quindi, per lui erano dei bambini di 8 e 11 anni che, ha raccontato il dottore "temevo fossero morti con me nell’incidente" e invece erano ormai dei ragazzi di 20 e 23 anni. Anche la moglie, Maria Assunta Zanetti, per l’uomo era un’altra persona. "Quando l’ho vista – ricorda il medico – non la riconoscevo più. Ma era una persona ancora più interessante di quella che ricordavo io. E mi è piaciuta di nuovo proprio per questo".

E, anche se la donna che aveva accanto e che gli stava restituendo i ricordi che non aveva era un’altra persona, Pierdante Piccioni di quella donna di cui era innamorato nella prima vita si è innamorato pure nella seconda. "Dico spesso – ha aggiunto il medico scherzando – di essere l’unico uomo che ha tradito la moglie sempre con la moglie. Da psicologa, lei mi ha messo a disposizione i suoi migliori colleghi per aiutarmi a recuperare la mia memoria, ma se l’avessi scelta solo per questo sarebbe riconoscenza e così non è. L’innamoramento è un’altra cosa. Ho visto mia moglie e ho detto: “Questa donna mi piace“. Ci sono coppie che si prendono e si lasciano ripetutamente e altre che si reincontrano dopo 20 anni e stanno bene insieme, meglio di prima. A noi è accaduta una cosa simile". Dalla storia di Pierdante Piccioni è stata tratta una fiction, “Doc-Nelle tue mani“, andata in onda su RaiUno, in cui il protagonista, Luca Argentero, era combattuto tra la moglie e una nuova compagna. Ma quella era una finzione, nella realtà invece il medico fa notare quanto sia bella la sua storia. "In mezzo a tante sfortune – ammette Piccioni con un sorriso – un aspetto positivo ci vuole". A causa dell’incidente, il dottore si è riscoperto un uomo migliore che gioisce anche delle piccole cose: "Un mese fa – racconta ancora – ci hanno regalato una torta con il numero 33, che è un simbolo per noi medici e proprio quel giorno festeggiavamo il nostro 33° anniversario di matrimonio". E oggi, giorno di San Valentino, il dottor Piccioni arriverà a casa con un regalo. "Rose rosse naturalmente – dice sottovoce per non svelare la sorpresa alla moglie che si trova nell’altra stanza –. Ma non fiori recisi, devono essere nel vaso. Voglio che siano vive e da far vivere a lungo come il nostro amore".