Violenza
Violenza

Padenghe (Brescia) 18 gennaio 2020 - Botte, insulti, vessazioni, tentativi di soffocamento, controllo ossessivo anche mediante telecamere nascoste. E' la storia da film dell'orrore che arriva da Padenghe, dove nelle scorse ore un imprenditore tedesco cinquantenne è finito in manette in esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare. Maltrattamenti, violenza sessuale, lesioni aggravate nei confronti della compagna, una quarantenne, i reati contestati. La donna stando a quanto denunciato lo scorso 4 gennaio e poi puntualmente ricostruito dai carabinieri di Manerba e dal pm Alessio Bernardi avrebbe vissuto un anno da incubo, all'insegna dei comportamenti vessatori perpetrati dal convivente, il quale in più occasioni l'avrebbe picchiata, sottoposta a umiliazioni - dallo stare in ginocchio al ricevere sputi - obbligata a rapporti sessuali e persino a interrompere una gravidanza. Mosso da forte gelosia, l'uomo era infatti convinto che la compagna lo tradisse e quindi fosse incinta di un altro. Per controllarla, avrebbe pure installato telecamere nascoste in casa e lo scorso novembre, al culmine dell'ennesima lite, avrebbe tentato di soffocarla infilandole un telecomando della TV in bocca e un sacchetto in testa. Dopo la denuncia, la procedura del codice rosso, la normativa che assegna un trattamento molto veloce ai casi di violenza domestica, ha permesso di ottenere la misura nel giro di un paio di settimane. Ascoltato oggi dal gip in occasione dell'interrogatorio di garanzia, l'indagato ha minimizzato e negato ogni responsabilità, sostenendo anzi di essere stato a sua volta picchiato dalla signora, non meno gelosa di lui.