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26 set 2021

Omicidio suicidio nel Viterbese: "Venite, papà ha ucciso mamma". Poi lui si spara

Tragedia a colpi di fucile da caccia. La telefonata disperata della figlia della coppia in fase di separazione. Si indaga su chi ha fornito l'arma

(DIRE) Firenze, 23 nov. - La violenza sulle donne e' un "problema e' reale". Lo dimostrano "i dati ancora non definitivi di Artemisia: da gennaio ad ottobre, circa 900 donne hanno chiesto aiuto al centro antiviolenza Artemisia, di cui 88 durante il primo lockdown", quando l'associazione "dopo un iniziale e preoccupante silenzio, ha ricevuto una media di 2,4 telefonate al giorno. Il lavoro da fare dunque e' ancora molto", visto che nel 2019 il dato definitivo parla di 985 richieste di aiuto, ma abbiamo una rete di protezione del territorio assai forte". Sono i numeri che diffonde Benedetta Albanese, assessore alle Pari opportunita' a Firenze, intervenendo in Consiglio comunale che oggi, a 48 ore della giornata internazionale contro la violenza sulle donne, ha dedicato un focus sul tema.     "Come Comune siamo impegnati in prima fila insieme a varie associazioni cittadine, che ringrazio, ad informare e aiutare le donne affinche' trovino il coraggio di denunciare subito la violenza, che non e' solo fisica ma anche psicologica", aggiunge.  Sugli interventi, aggiunge, "oltre al fondamentale e capillare lavoro della prefettura e delle forze dell'ordine, prezioso e' anche l'impegno del 'reparto anticrimine e violenza di genere' della municipale". Si tratta di un reparto "il cui personale e' stato recentemente implementato e che, oltre a costituire il canale privilegiato per l'attivazione dei servizi territoriali di assistenza, e' formato appositamente per svolgere indagini e contrastare reati quali la violenza domestica, la violenza sessuale e lo stalking anche attraverso i social media". Cosi' "nei primi 10 mesi del 2020 la polizia municipale ha trattato 12 casi, eseguito 2 misure cautelari, fatto 27 annotazioni di polizia giudiziaria, a cui si aggiungono 25 informative ad altre forze di polizia e attivato 15 contatti con i servizi sociali e associazioni che operano sul territorio".     A Palazzo Vecchio "seguiamo tutte le strade, puntando molto da un lato sull'informazione: il 25 novembre inauguriamo il 'PortaleDonna', un nuovo spazio online del 'PortaleGiovani' dedicato alle donne della citta' di Firenze che necessitano di informazioni sui servizi presenti sul territorio a loro rivolti, notizie rilevanti su tematiche di genere, incentivi ed agevolazioni loro rivolte".   (Dig/ Dire) 20:32 23-11-2
Un flash mob contro la violenza sulle donne

Viterbo, 26 settembre 2021 - Ha premuto il grilletto prima contro la moglie e poi ha puntato il fucile da caccia contro si sé. Dramma ieri sera in un piccolo borgo del viterbese. Il 65enne Ciriaco Pigliaru, origini sarde, ha ucciso la moglie Anna con un colpo di arma a canna lunga e poi si è tolto la vita con lo stesso fucile, davanti a una delle figlie. È accaduto poco dopo le 20 a Castel Sant'Elia, un paesino a pochi chilometri da Nepi. Secondo una prima ricostruzione, l'uomo ha aspettato in un angolo del giardino che la donna e la figlia rientrassero nella casa che si trova in aperta campagna, in cui lui non viveva da giugno, e sbucando nel buio ha sparato a distanza ravvicinata.

A dare l'allarme la ragazza che, disperata, ha chiamato i soccorsi. Una drammatica telefonata in cui ha raccontato quello che era appena successo. All'arrivo dei soccorritori nell'abitazione, per la coppia non c'era più nulla da fare. Sulla vicenda indagano i carabinieri della compagnia di Civita Castellana. Rimangono ancora da chiarire i motivi del gesto. Dalle prime informazioni sembra che la coppia stesse in fase di separazione e che proprio per questo motivo l'uomo da qualche mese non vivesse più con la moglie. A quanto ricostruito dagli investigatori, sembra però che non ci fossero state avvisaglie che potessero far presagire un epilogo del genere.

Sono in corso anche accertamenti sull'arma, un fucile da caccia, per capire la provenienza. Al momento non risulta, infatti, che il 65enne avesse armi. Sotto shock l'intero paese dove la coppia con le due figlie vivevano da tempo. «Un dramma che ci coinvolge: la morte improvvisa dei coniugi, Ciriaco e Anna, qualcosa di tragico per tutta la nostra comunità» ha scritto su Facebook Vincenzo Girolami, sindaco di Castel Sant'Elia. «Le parole sono strette, soprattutto nei momenti come questi - ha aggiunto il sindaco -. Esprimiamo il nostro cordoglio alle figlie, Valentina e Valeria, e a tutti gli altri familiari».

Ciriaco Pigliaru era arrivato a Castel Sant'Elia da bambino e, insieme al padre e al fratello, aveva messo in piedi un'azienda agricola. Poi l'incontro con Anna, il matrimonio e la nascita delle due figlie. Pochi anni fa la decisione di aprire una tabaccheria per iniziare una nuova vita. E quello di ieri sera è solo l'ultimo di una serie di femminicidi avvenuti negli ultimi mesi in Italia. Una lunga scia di sangue e violenza. Un crimine «odioso», una «vera e propria piaga sociale», con numeri «incredibili e drammatici nei soli mesi di agosto e settembre di quest'anno: 11 donne uccise, 8 per mano del coniuge o comunque di persona legata alla vittima da una relazione affettiva», ha detto solo due giorni fa il ministro dell'Interno Luciana Lamorgese nel corso di un convegno alla Camera.

In quell'occasione Lamorgese ha sostenuto la necessità di «ripensare le misure di prevenzione, con l'estensione mirata dell'arresto obbligatorio in flagranza, l'introduzione di una specifica disciplina sul fermo dell'indiziato, mentre la tutela delle vittime potrebbe avvalersi di un indennizzo più sostanzioso da attribuire». Dal primo gennaio di quest'anno al 19 settembre - indicano i dati del report settimanale del Dipartimento della Pubblica sicurezza - sono stati registrati 206 omicidi, con 86 vittime donne (+1 rispetto allo stesso periodo del 2020), di cui 73 uccise in ambito familiare/affettivo. Di queste, 52 hanno trovato la morte per mano del partner/ex partner. Nel 2020 gli omicidi volontari ai danni di donne sono stati 116, cinque in più rispetto al 2019.

"Non ce lo saremmo mai aspettato - dice una donna che, con la macchina, transita vicino alla villetta dove abitavano la vittima e l'uomo suicida - conoscendolo sapevo che c'erano dei problemi nella coppia, ma non avrei mai immaginato questo". Secondo l'AGI, sarebbero in corso indagini per risalire a chi ha fornito all'uomo l'arma del delitto, visto che il 64enne non deteneva armi.

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