E' arrivata la firma del nuovo Dpcm con le restrizioni anti Covid, il primo di Mario Draghi,  che - da sabato 6 marzo al 6 aprile - sostituirà il Dpcm 16 gennaio attualmente in vigore. Il premier lo ha firmato, ma non è stato lui ad illustrare le misure. Un chiaro segno di discontinuità con il premier precedente Giuseppe Conte, che invece è sempre apparso in tv a leggere i provvedimenti. A spiegare le nuove regole, poco prima delle 19, sono stati il ministro della Salute Roberto Speranza e la ministra degli affari regionali Maria Stella Gelmini. Ma questo è uno dei pochi tratti di discontinuità rispetto al precedente esecutivo. All'incontro hanno partecipato il presidente dell'Istituto superiore di Sanita', Silvio Brusaferro, e il presidente del Consiglio superiore di sanita', Franco Locatelli. 

"Il principio guida del nuovo Dpcm - ha detto il responsabile della Sanità - è la tutela della salute. Siamo convinti che per far ripartire il paese serva vincere la battaglia sanitaria. Per questo il decreto è un decreto di conservazione che mantiene anzitutto la divisione in colori dell'Italia". Dopo Speranza ha preso la parola Mariastella Gelmini. "Questo non è un Dpcm last minute - ha detto - i tempi sono fondamentali e abbiamo lavorato alacremente. La bozza era pronta già venerdì e c'è stata massima collaborazione sia con il Parlamento che con Regioni, Comuni, Upi. Voglio ringraziarli perché all'interno di queste riunioni abbiamo provato ad acquisire il punto di vista degli amministratori". La ministra degli Affari Regionali ha aggiunto: "C'è un cambio nel metodo, perché il dpcm è improntato alla massima condivisione possibile. La risoluzione del Parlamento è la stella polare, poi la condivisione si è estesa alle Regioni, province, comuni. Abbiamo cercato di acquisire il punto di vista degli amministratori: abbiamo accolto alcune proposte come la partenza delle misure restrittive dal lunedì".

image

Poi, è stato il turno dei tecnici. Silvio Brusaferro ha spiegato l'incidenza delle varianti, soprattutto quella inglese, che ha "una prevalenza stimata intorno al 54%". Mentre, Franco Locatelli ha sottolineato la scarsa letalità delle varianti: "Nelle fasce di età tra i 10 e i 19 anni ma anche tra i 6 e i 10 anni c'è un aumento di casi diagnosticati di variante inglese. Ma il maggior potere infettante non si associa a patologia più grave. La percentuale di soggetti che richiede ospedalizzazione o terapie intensive non differisce con i dati della prima fase della pandemia". 

image

Dpcm 6 marzo, cosa cambia?

Il nuovo Dpcm sarà in vigore dal 6 marzo, fino al 6 aprile. Le restrizioni, dunque, riguarderanno anche le festività pasquali.  Prosegue la linea del rigore.  Tra le novità principali la stretta sulla scuola. L'idea del governo, che recepisce le indicazioni del Cts, è di chiudere gli istituti automaticamente in zona rossa e dare la facoltà nelle altre aree di interrompere le lezioni in presenza se, a livello locale, si raggiungono 250 casi ogni 100mila abitanti, a prescindere dal colore delle zone. Nelle regioni gialle e arancioni, dunque, la decisione viene rimandata a governatori e sindaci. Un'altra novità è la chiusura in zona rossa di barbieri e parrucchieri, finora considerati tra i servizi alla persona che potevano rimanere aperti mentre vengono definite meglio anche le limitazioni in zona bianca. Restano, invece, il sistema a fasce, il coprifuoco e lo stop agli spostamenti tra regioni. Non riaprono palestre, piscine e impianti sciistici. Tra le modifiche più attese il via libera all'apertura di cinema e teatri dal 27 marzo, in zona gialla, come aveva chiesto il ministro alla Cultura, Dario Franceschini. 

Il testo del Dpcm in pdf

Tavolo di confronto con le Regioni

È istituito un tavolo di confronto presso il Ministero della salute, con componenti in rappresentanza dell'Istituto superiore di sanità, delle regioni e delle province autonome, del Ministro per gli affari regionali e le autonomie e del Comitato tecnico-scientifico, con il compito di procedere all'eventuale revisione o aggiornamento dei parametri per la valutazione del rischio epidemiologico, in considerazione anche delle nuove varianti.

L'Italia a colori

Confermata l'Italia a colori, "colori costruiti sulla base del quadro epidemiologico di ciascun territorio. Sono colori che ormai gli italiani hanno imparato a conoscere: le zone rosse, che sono quelle a più alta diffusione del virus, e poi arancioni, gialle e da ultimo la zona bianca con il minor tasso di rischio", ha detto il ministro Speranza.  "Riteniamo - ha chiarito - che differenziare i territori sia la strada giusta perché ci consente di dare una risposta più opportuna e idonea a ogni segmento del nostro Paese. In queste ore sono in corso interventi mirati da parte di molti presidenti di Regione volti a costruire un modello che riesce a mirare con ancora maggiore dettaglio su specifici ambiti sub-regionali. Riteniamo sia una linea che va nella direzione giusta perché produce un effetto ancora più significativo".

La zona bianca

Nelle zone bianche, si prevede la cessazione delle misure restrittive previste per la zona gialla, pur continuando ad applicarsi le misure anti-contagio generali (come, per esempio, l'obbligo di indossare la mascherina e quello di mantenere le distanze interpersonali) e i protocolli di settore. Restano sospesi gli eventi che comportano assembramenti (fiere, congressi, discoteche e pubblico negli stadi). Si istituisce un 'tavolo permanente' presso il Ministero della salute, con i rappresentanti delle regioni interessate, del Comitato tecnico-scientifico e dell'Istituto superiore di sanità, per monitorare gli effetti dell'allentamento delle misure e verificare la necessità di adottarne eventualmente ulteriori.

Scuola

Tra le novità principali la stretta sulla scuola. L'idea del governo, che recepisce le indicazioni del Cts, è di chiudere gli istituti automaticamente in zona rossa e dare la facoltà nelle altre aree di interrompere le lezioni in presenza se, a livello locale, si raggiungono 250 casi ogni 100mila abitanti, a prescindere dal colore delle zone. Nelle regioni gialle e arancioni, dunque, la decisione viene rimandata a governatori e sindaci. Una decisione presa perché - come ha detto il ministro Speranza - "la variante inglese ha una particolare capacità di penetrazione nelle fasce più giovani".

Mascherina e distanza

Il provvedimento dispone che "è fatto obbligo sull’intero territorio nazionale di avere sempre con sé dispositivi di protezione delle vie respiratorie, nonché obbligo di indossarli nei luoghi al chiuso diversi dalle abitazioni private e in tutti i luoghi all’aperto a eccezione dei casi in cui, per le caratteristiche dei luoghi o per le circostanze di fatto, sia garantita in modo continuativo la condizione di isolamento rispetto a persone non conviventi".

Visite a parenti e amici

Nel provvedimento rimane la possibilità di visitare in due parenti e amici ma è comunque "fortemente raccomandato l’uso dei dispositivi di protezione delle vie respiratorie anche all’interno delle abitazioni private in presenza di persone non conviventi. Con riguardo alle abitazioni private, è fortemente raccomandato di non ricevere persone diverse dai conviventi, salvo che per esigenze lavorative o situazioni di necessità e urgenza". Chi vive in zona rossa non può andare a casa di amici e parenti nemmeno una sola volta "nei limiti di due persone ulteriori rispetto a quelle ivi già conviventi", portando con sé figli minori di 14 anni e persone disabili o non autosufficienti conviventi.

Coprifuoco

Resta il coprifuoco. Dalle 22 alle 5 del giorno successivo sono consentiti esclusivamente gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative, da situazioni di necessita' ovvero per motivi di salute. E' in ogni caso fortemente raccomandato, per la restante parte della giornata, di non spostarsi, con mezzi di trasporto pubblici o privati, salvo che per esigenze lavorative, di studio, per motivi di salute, per situazioni di necessita' o per svolgere attivita' o usufruire di servizi non sospesi. 

Spostamenti tra regioni

Il nuovo Dpcm conferma il divieto di spostamento tra regioni fino al 27 marzo ma assieme al prossimo Dpcm, che disciplinerà le misure fino al 6 aprile, Pasqua compresa, potrebbe essere nuovamente prorogato con un decreto. Come sempre è consentito il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione così come gli spostamenti motivati da esigenze lavorative, ragioni di salute o situazioni di necessità. Permessa in zona gialla in ambito regionale la visita in una sola abitazione privata, una volta al giorno, fra le 5 del mattino e le 22. Possono spostarsi due persone più i figli minori di 14 anni. 

Nuovo decreto Covid: stop agli spostamenti tra regioni fino al 27 marzo

Spostamenti da e per l'estero

Si amplia il novero dei Paesi interessati della sperimentazione dei voli cosiddetti 'Covid tested'. A chi è stato in Brasile nei 14 giorni precedenti è consentito l'ingresso in Italia anche per raggiungere domicilio, abitazione o residenza dei figli minori.

Seconde case

È consentito recarsi nelle seconde case in zona gialla o arancione (anche se si trovano fuori regione) solo al nucleo familiare e soltanto se la casa è disabitata. Non si può andare nella seconda casa con amici e parenti. Non è possibile invece - a meno di urgenti e necessari motivi - se le abitazioni sono in zone rosse o arancione scuro. Sono vietati i viaggi per turismo.

Spostamenti seconde case fuori e dentro regione: cosa si può fare e cosa no

Bar e ristoranti

Niente da fare per l'apertura serale di bar e ristoranti in zona gialla. Nulla cambierà rispetto ad adesso (si potrà abdare fino alel 18). Bar e ristoranti saranno invece chiusi anche a mezzogiorno in zona arancione e rossa. In tutte le zone, però, è stato eliminato il divieto di asporto dopo le 18 per gli esercizi di commercio al dettaglio di bevande da non consumarsi sul posto. Nel precedente Dpcm di metà gennaio, si prevedeva invece il divieto di asporto per i cibi nelle zone arancioni e rosse dopo le 18, mentre era consentito nelle zone gialle. 

Negozi, centri commerciali e mercati

Negozi chiusi solo in zona rossa dove sono garantiti esclusivamente gli esercizi commerciali di prodotti essenziali: farmacie, alimentari, ferramenta. In zona gialla e arancione tutti i negozi sono aperti. Nei week end continuano ad essere chiusi i centri commerciali. Negli esercizi sono valide le solite misure di sicurezza: distanziamento, mascherina, ingressi contingentati. 

Palestre e piscine

Ancora lontana la possibilità di andare in palestra o in piscina. Vietati gli sport di contatto e di squadra. Consentita invece l'attività motoria individuale all'aperto come la camminata, la bici e la corsa. Al momento il Cts visto l'andamento dei contagi non ritiene opportuno allentare le restrizioni in questo settore. Se le cose dovessero migliorare si potrebbe pensare almeno a lezioni individuali o su prenotazioni. Agli agonisti è permesso di allenarsi.    

Impianti da sci

Salta definitivamente la stagione sciistica 2020-2021. Le piste non riapriranno fino al 6 aprile, dunque stagione finita. Sono chiusi gli impianti nei comprensori sciistici. Gli stessi possono essere utilizzati solo da parte di atleti professionisti e non professionisti, riconosciuti di interesse nazionale dal Comitato olimpico nazionale italiano (Coni), dal Comitato italiano paralimpico (Cip) e/o dalle rispettive federazioni per permettere la preparazione finalizzata allo svolgimento di competizioni sportive nazionali e internazionali o lo svolgimento di tali competizioni, nonché per lo svolgimento delle prove di abilitazione all'esercizio della professione di maestro di sci.

Musei e mostre

Nelle zone gialle si conferma la possibilita' per i musei di aprire nei giorni infrasettimanali, garantendo un afflusso controllato. Dal 27 marzo, sempre nelle zone gialle, e' prevista l'apertura anche il sabato e nei giorni festivi, a condizione che l'ingresso sia stato prenotato on line o telefonicamente con almeno un giorno di anticipo.

Cinema e teatri

A decorrere dal 27 marzo in zona gialla spettacoli aperti al pubblico in sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche e in altri spazi anche all'aperto sono svolti con posti a sedere preassegnati e distanziati e a condizione che sia comunque assicurato il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro sia per il personale, sia per gli spettatori che non siano abitualmente conviventi. La capienza non potra' superare il 25% di quella massima, fino a 400 spettatori all'aperto e 200 al chiuso per ogni sala.

Eventi, fiere e discoteche

In zona bianca restano sospesi gli eventi che implichino assembramenti in spazi chiusi o all'aperto, comprese le manifestazioni fieristiche e i congressi nonché le attività che abbiano luogo in sale da ballo e discoteche e locali assimilati, all'aperto o al chiuso.

Sale giochi e sale scommesse

Sono sospese le attività di sale giochi, sale scommesse, sale bingo e casinò, anche se svolte all'interno di locali adibiti ad attività differente.

Barbieri e parrucchieri

Nelle zone rosse, saranno chiusi i servizi alla persona come parrucchieri, barbieri e centri estetici.