Milano - Da domani la mappa dell'Italia cambia ancora, con l'aggiornamento dei colori delle regioni, sulla base dell'andamento dell'epidemia di Covid, deciso con le due nuove ordinanze che il ministro della Salute, Roberto Speranza, sulla base dei dati e delle indicazioni della Cabina di regia, ha firmato il 5 marzo. La prima ordinanza manda in zona rossa la Campania, che si ritrova - nel monitoraggio settimanale relativo ai dati dal 22 al 28 febbraio, con un Rt a 1.14 e un'incidenza di contagi settimanali di 229 su 100mila abitanti. La seconda ordinanza dispone il passaggio in zona arancione per il Friuli Venezia Giulia (Rt 0.97 e incidenza 177 su 100mila) e Veneto (Rt 1.12) e la proroga della zona arancione per l'Emilia Romagna.

La mappa dell'Italia da domani 8 marzo

Il quadro quindi, da domani sarà questo: 

- area gialla: Calabria, Lazio, Liguria, Puglia, Sicilia, Valle d’Aosta 

- area arancione: Abruzzo, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lombardia (arancione rafforzato), Marche, Piemonte (arancione rafforzato), Toscana, Provincia Autonoma di Bolzano, Provincia autonoma di Trento, Umbria, Veneto

- area rossa: Basilicata, Campania, Molise 

- area bianca: Sardegna

Verso un inasprimento

Una fotografia a colori, che però, potrebbe cambiare già questa settimana. Perché dal Cts arriva, forte, la richiesta di innalzare le misure, in particolare nelle aree dove vengono chiuse le scuole. Il Comitato Tecnico Scientifico, infatti, ha espresso "grande preoccupazione" per l'evoluzione della pandemia richiedendo l'"innalzamento delle misure su tutto il territorio nazionale" e la "riduzione delle interazioni fisiche e della mobilità". Nessun lockdown richiesto, ma un incremento delle restrizioni, appunto, che potrebbero coinvolgere altri servizi, come i centri commerciali, nelle aree dove viene stabilito lo stop alla didattica in presenza. Alla luce delle raccomandazioni, non è escluso che si possa tornare alle restrizioni di Natale, con limitazioni nel weekend e l'anticipo del coprifuoco, attualmente in vigore dalle 22 alle 5 del mattino.

Le nuove regole 

1) Scuola: quasi sei milioni di studenti in Dad

Da domani, lunedì 8 marzo, 5,7 milioni di studenti seguiranno le lezioni da casa. Tra questi, ben 200mila alunni con disabilità, i due terzi del totale. Ma tra pochi giorni potrebbero essere molti di più gli studenti costretti alla Dad. Questo perché nelle mani dei governatori c'è la possibilità di disporre la sospensione delle attività in presenza dove vi siano più di 250 contagi settimanali ogni 100mila abitanti. Lo prevede, ed è una delle novità, il nuovo Dpcm in vigore da ieri, sabato 6 marzo, che obbliga alla chiusura di tutte le scuole di ogni ordine e grado nelle zone rosse e la possibilità per i presidenti di regione di chiuderle in quelle arancioni e gialle. E Tuttoscuola, prendendo a riferimento gli ultimi dati messi a disposizione dalla Fondazione Gimbe (che ha rilevato l'incidenza di casi positivi per 100.000 abitanti sul territorio nazionale) ha calcolato una nuova proiezione del numero di alunni costretti alla didattica a distanza, in base alla quale si arriverebbe a 7,6 milioni di alunni in dad: nove ragazzi su dieci (90,1%) degli 8,5 milioni di alunni iscritti nelle scuole statali e paritarie potrebbero a breve essere impegnati nella didattica a distanza.

2) Visite ad amici e parenti e seconde case

In zona rossa e in zona arancione rafforzato non è possibile visitare, nemmeno una volta al giorno, amici e parenti. Si tratta di una differenza rispetto a quanto previsto fino a ora. Per quanto riguarda le seconde case, in zona arancione rafforzato e in zona rossa non è possibile raggiungere le seconde case ubicate nel territorio della regione e fuori, fatti salvi gli spostamenti motivati da comprovate e gravi situazioni di necessità. 

3) Parrucchieri e centri estetici

Un'altra novità è la chiusura in zona rossa di barbieri e parrucchieri, finora considerati tra i servizi alla persona che potevano rimanere aperti mentre vengono definite meglio anche le limitazioni in zona bianca.

4) Sport: il nodo degli atleti agonisti

Il decreto firmato il 2 marzo vieta, in zona rossa, vieta tutte le attività nei centri sportivi, tutti gli eventi e le competizioni organizzati dagli enti di promozione sportiva. E' possibile solo l'attività fisica all'aperto, in prossimità dell'abitazione, e da soli. Ma si è aperta una discussione in merito alla possibilità per gli atleti agonisti di allenarsi. "Che differenza c'è tra un atleta federale e un atleta tesserato a un ente di promozione sportiva, se sempre di atleti agonisti parliamo? La distinzione fatta per vietare gli allenamenti in zona rossa è incomprensibile e pericolosa: vi si ponga subito rimedio". Così Bruno Molea, presidente dell'Associazione italiana cultura sport, tra i primi enti di promozione sportiva del Paese, commenta gli ultimi aggiornamenti alle Faq sul decreto del 2 marzo pubblicate dal Dipartimento per lo sport secondo cui nelle zone rosse sono da oggi vietati solo gli allenamenti degli atleti tesserati agli enti di promozione sportiva. "Dunque - prosegue - se vivo in zona rossa ma sono iscritto a un campionato nazionale che si terrà in zona bianca, mi vedo costretto a non allenarmi e, quindi, a non parteciparvi. Incomprensibile, sbagliato e discriminatorio.