Lombardia selvaggia: dalla Valtellina all’Oltrepò pavese si aggirano tra i 60 e i 90 lupi. Ecco dove

Branchi censiti in tutto il territorio: mai così tanti esemplari da secoli. Aumentano gli attacchi (e le polemiche). I Forestali: "L’ambiente ci guadagna"

In Lombardia ci sono tra i 60 e i 90 esemplari

In Lombardia ci sono tra i 60 e i 90 esemplari

Milano – Al lupo al lupo. Per tutta la Lombardia si aggirano tra i 60 e i 90 grandi predatori. Un branco tra i tre e i cinque esemplari si è stabilito in pianta stabile tra il nord della provincia di Como e il Canton Ticino in Svizzera. Un altro di una decina di animali scorrazza tra l’Alta Valcamonica e la provincia di Trento. Altri tre esemplari si spostano tra la provincia di Sondrio e il Bresciano. Ci sono poi due branchi tra la Valchiavenna e l’Alto Lario, un branco nel Cremonese e uno del Lodigiano, una coppia di lupi sia nel Parco nazionale dello Stelvio, sia nel Parco del Ticino.

La zona più popolata di lupi è però quella dell’Oltrepò pavese con 22 o 23 lupi in quattro branchi. Di recente è stata inoltre accertata la presenza di branchi che prima non si conoscevano di nuovo nel Parco dello Stelvio e tra la Val Seriana e la Val di Scalve nella Bergamasca. Ci sono poi i lupi in dispersione, giovani esemplari che lasciano il branco per cercare di costruirne uno proprio. Ogni branco controlla un cosiddetto areale di 200 chilometri quadrati. Dal 2012 al 2021 sono state accertate meno di 130 predazioni: 54 in provincia di Brescia, 31 in Valtellina, 17 nel Comasco, 13 nel Pavese, 8 nella Bergamasca, 2 in nel Parco regionale di Montevecchia e della Valle del Curone, una nel Mantovano, nel Milanese e nel Varesotto.

Tutte le aggressioni sono state contro animali al pascolo, mai in recinti o stalle protetti. Non ci sono stati nemmeno attacchi all’uomo. Nel 2021 Regione Lombardia ha staccato assegni per 23.500 euro per indennizzare i capi di bestiame predati da lupi, rispetto ai 9mila del 2020, mentre i risarcimenti liquidati per i danni provocati dai grandi carnivori, compresi gli orsi, sono stati 64mila euro, il 36% in più dei 40mila del 2020.

Malgrado questo, per riaprire la caccia al lupo tra Valtellina e Alto Lario sono state raccolte 10mila firme: "L’aumento della presenza di lupi, solitari o in branchi, è una realtà consolidata in tutta la Lombardia, a partire dalle province montane – commenta il consigliere regionale lecchese di Fratelli d’Italia Giacomo Zamperini, presidente della Commissione speciale Montagna e coordinatore del gruppo di lavoro sui grandi carnivori –. L’aumento delle segnalazioni e delle predazioni su tutto il territorio regionale attestano con chiarezza che la preoccupazione tra allevatori e cittadini è in crescita".

"Il lupo è la chiave di volta che chiude e regge il sistema - spiega però il capitano Carlo Bruno Ortenzi, comandante del Nucleo investigativo di polizia ambientale e agroalimentare della Forestale di Lecco, che con i suoi carabinieri è costantemente sulle orme dei lupi, per proteggersi, non per ucciderli –. Ad esempio contengono i cinghiali, oppure sono selettori naturali degli animali più deboli".