La Lombardia ha evitato di sprofondare in rosso: il monitoraggio Iss ha lasciato la regione in fascia arancione. Anche se si tratta di un arancione scuro. Da ieri, infatti, sul territorio sono in vigore norme più stringenti rispetto a quanto previsto per la fascia interessata dalle norme del nuovo Dpcm, scattato proprio oggi. Nelle scorse ore è nuovamente cambiata la mappa delle zone Covid: la Campania è passata in rosso mentre l'Emilia-Romagna è stata confermata in arancione anche se a livello regionale sono in vigore ulteriori restrizioni. Veneto e Friuli Venezia Giulia hanno dovuto salutare il giallo per approdare in arancione. In sostanza ormai è l'Italia intera a essersi tinta di rosso-arancio. L'obiettivo ora è scongiurare un nuovo lockdown totale.

Ecco la nuova mappa delle zone:

Zona rossa: Campania, Basilicata e Molise

Zona arancione: Lombardia, Friuli Venezia Giulia, Veneto, Abruzzo, Emilia Romagna, Marche, Piemonte, Umbria, Toscana e le province autonome di Bolzano e Trento.

Zona gialla: Liguria, Lazio, Calabria, Puglia, Sicilia e Valle d'Aosta.

Zona bianca: Sardegna.

Un anno fa il primo lockdown

Il 9 marzo di un anno fa tutto il Paese entrava in zona rossa. Dodici mesi dopo la Penisola è ancora stretta nella morsa del virus. E a preoccupare sono soprattutto le varianti, in particolare quella inglese, già ampiamente diffusa. In Lombardia i contagi sono sopra quota 5mila e gli ospedali sono sempre più sotto pressione. Basterà la zona arancione scuro a evitare un nuovo lockdown? Le principali differenze tra zona rossa e zona arancione rafforzata riguardano la scuola (con la chiusura anche degli asili nido, attualmente ancora attivi) e la chiusura dei negozi non essenziali (compresi parrucchieri e barbieri, che in autunno invece avevan mantenuto le serrande alzate anche in rosso). Una prospettiva che non fa dormire sonni tranquilli a settori già messi a durissima prova da mesi di aperture e chiusure.