Milano, 27 novembre 2020 - Lombardia promossa: la regione del Nord passa dalla zona rossa a quella arancione. "Grazie ai sacrifici dei lombardi, apprezzati i dati epidemiologici, ora siamo in zona arancione e potremo riaprire gli esercizi commerciali. A breve la decisione del Governo", ha annunciato nel primo pomeriggio su Twitter il governatore Fontana. Più tardi ha specificato: "La zona arancione viene dichiarata da oggi, domani l'ordinanza verrà pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale ed entra in vigore dal giorno successivo". E a stretto giro è arrivata la conferma del ministero della Salute: "Il ministro della Salute, Roberto Speranza, firmerà una nuova ordinanza con cui si dispone l'area arancione per le Regioni Calabria, Lombardia e Piemonte e l'area gialla per le Regioni Liguria e Sicilia. L'ordinanza sarà in vigore dal 29 novembre".  

Fontana: "Notizia positiva ma non è un liberi tutti"

In sostanza la Lombardia entrerà in zona arancione da domenica 29 novembre.  "E' una notizia molto positiva - ha commentato il presidente della Regione - dobbiamo consolidarla e fare ancora passi avanti. In una situazione in cui il virus c'è ed è ancora pericoloso, dobbiamo ribadire ed insistere perché quei comportamenti attenti e rispettosi delle regole devono essere ancora mantenuti. Bisogna far capire a cittadini che non è iniziata la stagione del liberi tutti". L'ultimo monitoraggio dell'Istituto superiore di sanità ha mostrato un miglioramento dei dati sulla situazione epidemiologica che ha consentito il tanto atteso passaggio. In queste ultime settimane sono infatti calati l'indice di contagio Rt e la pressione sugli ospedali, ma si è anche stabilizzata la curva dei contagi. 

Qui il bollettino odierno dei contagi da coronavirus in Lombardia

Da zona rossa a zona arancione: ecco cosa cambia

Il passaggio da zona rossa a quella arancione porta a una modifica delle regole (ECCO COSA CAMBIA) previste nell'ultimo Dpcm, entrato in vigore il 6 novembre, quando sono state istituite le tre fasce di criticità (zona gialla, zona arancione e zona rossa) e la Lombardia è stata inserita nella fascia di massima criticità. "Cambia che i negozi verranno riaperti, la scuola media verrà svolta in presenza e all'interno del Comune si potrà circolare liberamente senza autocertificazione. Questi sono i grossi cambiamenti", ha sottolineato il presidente della Regione Attilio Fontana. 

La trattativa col Governo

L’orientamento originario di Roberto Speranza era quello di mantenere la zona rossa in tutta la regione per un’altra settimana, fino a giovedì 3 dicembre. Un orientamento, quello del ministro della Salute, comunicato ieri pomeriggio durante l’incontro tra il Governo e le Regioni. Un orientamento che ha provocato la reazione del governatore Attilio Fontana, che nella serata di ieri ha chiesto al Governo di rispettare l’automatismo stabilito dallo stesso esecutivo nell’ultimo decreto, valido proprio fino al 3 dicembre. Così, in serata, le posizioni iniziali del ministro Speranza si sono stemperate in una telefonata al governatore lombardo: "A Fontana ho solo detto che sarebbe saggio prendersi tre o quattro giorni in più, ma se vuole uscire può farlo". Dal canto suo Fontana, forte dei dati in costante calo negli ultimi giorni, aveva sottolineato che "restare in zona rossa significava non fotografare la realtà dei fatti e non considerare i grandi sacrifici dei lombardi". 

Nuovo Dpcm: coprifuoco anche a Natale

Nel frattempo, proseguono i lavori sul nuovo Dpcm Natale. Non è chiaro se ce ne sarà uno in vigore dal 4 dicembre e un provvedimento ad hoc per le feste. Il principale nodo da sciogliere restano le vacanze, anche se sembrano già delinearsi due novità. La prima riguarda gli impianti sciistici, che non riapiranno durante le feste. Una nota dolente per la Lombardia che vedrebbe sfumare 700 milioni dei circa 10 miliardi di fatturato generato a livello nazionale dal turismo invernale legato alla neve - secondo le stime diffuse da Confindustria e Anef (Associazione nazionale esercenti funiviari). L'altra novità riguarda il coprifuoco, che dovrebbe restare in vigore anche la vigilia di Natale, con buona pace della messa di mezzanotte. "Sarà un Natale diverso, sacrifici ancora necessari per non esporci a una terza ondata in gennaio con un alto numero di decessi", ha detto ieri sera  il premier Conte. Poche ore prima il ministro Speranza aveva avanzato l'ipotesi di anticipare alle 22 la messa della vigilia di Natale.

Festività: i nodi da sciogliere

Governo alle prese con il rebus spostamenti tra regioni per i ricongiungimen ti familiari in occasione delle feste.  Una possibilità al vaglio è quella di vietare gli spostamenti anche fra le regioni che dovrebbero rientrare nella zona gialla, ad eccezione di quelli tra parenti strettissimi: coniugi, genitori e figli, partner conviventi. Magari concedendo la possibilità a coloro che fanno parte della strettissima cerchia familiare, come i nonni non conviventi. Saranno vietati feste e cenoni in luoghi pubblici e privati. Per quanto riguarda i ritrovi familiari, si parlerà solo di raccomandazioni: quindi l'inivito è quello di limitare i cenoni alla stretta cerchia familiare non superando il numero di 6 persone a tavola. Ma le idee sono ancora in fase di valutazione. Per quanto riguarda invece lo shopping natalizio, al vaglio l'ipotesi di di allungare l'orario di apertura dei negozi fino alle 22 in modo da evitare folla e assembramenti e di concedere l'apertura dei centro commerciali nei weekend. 

Indice Rt a 1,17

Intanto, secondo la bozza del monitoraggio settimanale Iss-ministero della Salute, nel periodo 4-17 novembre l'indice di trasmissibilità Rt calcolato sui casi sintomatici in Lombardia è pari all'1,17. La media nazionale è dell'1,08, con medi di Rt tra 1 e 1,25 nella maggior parte delle regioni. "La velocità di trasmissione dell'epidemia in Italia sta rallentando ed ha raggiunto livelli di Rt prossimi a 1 in molte Regioni/Province Autonome - scrive l'Iss nella nota di accompagnamento ai dati -. Inoltre, per la prima volta da molte settimane, l'incidenza calcolata negli ultimi 14 giorni è diminuita a livello nazionale. Questi dati sono incoraggianti e segnalano l'impatto delle misure di mitigazione realizzate nelle ultime settimane. L'incidenza rimane tuttavia ancora troppo elevata per permettere una gestione sostenibile, pertanto sarà necessario raggiungere livelli di trasmissibilità significativamente inferiori di 1 consentendo una rapida diminuzione nel numero di nuovo casi di infezione e, conseguentemente, una riduzione della pressione sui servizi sanitari territoriali ed ospedalieri. Rimane inoltre elevato il numero di Regioni/PA che sono state classificate a rischio alto e/o equiparate a rischio alto".