Milano, 25 febbraio 2021

LETTERA

Caro Direttore, c’è gente che è tornata a dire quello che si diceva un anno fa: «Chiudiamo ora per poter fare una Pasqua serena». Un invito che sa di beffa. Qui l’unica certezza è che il virus non se ne è andato. Siamo tutti più poveri e le imprese rischiano di chiudere.
Fabio C.

RISPOSTA

L’unico modo per poter tornare a festeggiare come un tempo la Pasqua ora e il Natale a dicembre è che la campagna vaccinale si riveli efficace. La minaccia della terza ondata non è un’invenzione; la Lombardia sta cercando di fronteggiarla con le armi che possiede. Cioè spostando o riservando alle zone più esposte al contagio le fiale disponibili per abbassare la curva. Finché però quelle dosi non arriveranno in misura sufficiente qualsiasi piano vaccini, anche il migliore possibile, si rivelerà insufficiente. Di chi è la colpa? In parte dei produttori, che hanno fatto promesse che forse non potevano mantenere; in parte dell’Unione europea che ha firmato contratti che non garantivano le consegne e le quanrtità sufficienti. Il presidente del Consiglio Mario Draghi, proprio ieri pomeriggio, ha fatto pressioni sui vertici del Consiglio europeo per un cambio di passo nell’acquisto dei vaccini. In attesa di una svolta rischiamo ancora di dover chiudere con danni incalcolabili senza riuscire con questo a fermare l’emergenza sanitaria e il collasso degli ospedali.
sandro.neri@ilgiorno.net