Il sindaco di Bergamo Giorgio Gori
Il sindaco di Bergamo Giorgio Gori

Bergamo, 22 gennaio 2021 - "Decisione auspicata, ma ora chi ha sbagliato si scusi con i cittadini". Giorgio Gori era stato tra i sindaci "ribelli" che avevano chiesto, sette giorni fa, una deroga alla zona rossa per la sua città e per l'intera provincia. D'altra parte con una media di 61 positivi ogni centomila abitanti, qualche motivo c'era. Ora il primo cittadino di Bergamo, non può che commentare (e lo fa come spesso accade sul suo profilo Facebook) con soddisfazione la notizia che vede l'intera regione Lombardia andare a passi veloci verso un cambio di colore, da rosso ad arancione.  

Lombardia verso la zona arancione: "Una settimana di lockdown per errore"

Soddisfazione in primis per le scuole: "Il ritorno della Lombardia alla classificazione di “zona arancione” è una notizia importante innanzitutto per le scuole. Da mesi le superiori sono costrette alla didattica a distanza e la “zona rossa” aveva bloccato anche le seconde e terze medie. Da lunedì sarà possibile riaprire le scuole medie e riportare in classe, al 50%, anche gli studenti delle scuole superiori. In più sarà possibile riaprire i negozi".

La situazione dei contagi, a Bergamo e dintorni, già suggeriva un allentamento delle norme anti Covid: "Si tratta di una decisione fortemente auspicata e attesa a Bergamo, dove gli indici epidemiologici sono da mesi più contenuti che nelle altre province lombarde, e dove pertanto la classificazione di “zona rossa” – decisa settimana scorsa dal Governo per tutta la Lombardia – appariva particolarmente restrittiva. Proprio per questo nei giorni scorsi, insieme al presidente della Provincia, avevo chiesto alla Regione e al Ministero di valutare una deroga per il nostro territorio".

Deroga superata dagli eventi, gli ultimi sono quelli di questa sera, con la scoperta che il mini lockdown lombardo iniziato il 17 potrebbe essere stato il frutto di un errore nel calcolo dell'indice Rt. Errore di cui il governatore Fontana accusa la cabina di regia, di cui fanno parte ministero, Iss e gli stessi rappresentanti delle Regioni, anche se alcune fonti spiegano che i dati erano stati inviati dalla stessa Lombardia alla Cabina di Regia la settimana scorsa, e nelle ultime ore li avrebbe rettificati.

 "E' sconcertante apprendere che la scorsa settimana la Lombardia sia stata indicata come “zona rossa” per un errore nel calcolo dell’indice RT. Chi ha sbagliato dovrebbe scusarsi con i cittadini lombardi".