Frane, i Comuni sotto minaccia: in Lombardia 140mila smottamenti. In campo i droni

Sono 45 le situazioni controllate dal Centro dell’Arpa: 33 anche con l’aiuto della tecnologia Ogni spostamento millimetrico della roccia viene registrato. Sondrio, Bergamo e Brescia più a rischio

La frana di Tavernola vista dal lago

BERGAMO//MONITORAGGIO FRANA DEL MONTE SARESANO SOPRA TAVERNOLA BERGAMASCA//FOTO DE PASCALE

Bergamo, 24 febbraio 2024 –  Un territorio fragile ed esposto a fenomeni di dissesto idrogeologico. È la fotografia della Lombardia che emerge dall’incontro che si è tenuto  al Museo di scienze naturali di Bergamo, promosso dall’Ordine lombardo dei geologi in collaborazione con Arpa, enti che collaborano alla prevenzione e al monitoraggio degli eventi franosi non solo nell’osservazione ma anche nell’attività di prevenzione sensibilizzando l’opinione pubblica.

Sono 140mila le frane che risultano presenti in Lombardia e tre sono le province principalmente interessate da questo fenomeno: Sondrio con oltre 41mila smottamenti, Brescia con 31mila e Bergamo dove se ne contano 26.583.

La tipologia degli smottamenti che si trovano in questi contesti è quella di tipo montano. Arpa ne monitora 45, quelle considerate maggiormente pericolose perché attive, al fine di salvaguardare l’incolumità della popolazione residente e spesso dei turisti che frequentano le aree montane per le escursioni. Le 45 frane controllate da Arpa sono attive e con una dimensione tale per cui procedere con interventi strutturali sarebbe impensabile per dimensione e perché ogni intervento risulterebbe antieconomico. Per questo è fondamentale il monitoraggio. Trentatré sono attenzionate costantemente da una sofisticata strumentazione che in tempo reale trasmette i dati relativi a qualsiasi movimento, anche millimetrico.

Le restanti 12 frane, invece, sono controllate manualmente a cadenza periodica. In caso di rischio grave, si alzano in volo droni che, dotati di videocamere ad altissima risoluzione, permettono ai geologi di effettuare una stima quanto più vicina alla realtà della quantità di metri cubi di materiale che si potrebbe muovere. Non solo. Oltre al monitoraggio degli smottamenti ritenuti a maggiore rischio, Arpa possiede una dotazione che consente un’accurata verifica delle previsioni meteorologiche e della portata dei corsi d’acqua, così da poter stimare eventuali condizioni che andrebbero ad aggravare zone già ad alto rischio.

Nella Bergamasca l’evento franoso che desta maggiore preoccupazione è quello di Tavernola Bergamasca, con un volume di qualche milione di metri cubi di materiale che si muove velocemente dal monte Saresano. Si tratta di una frana antica, sulla quale sono state effettuate operazioni di coltivazione mineraria. Data la sua posizione sopra il lago d’Iseo, sono stati fatti studi per valutarne l’impatto nel caso franasse nel bacino idrico provocando così uno tsunami. A questo proposito sono stati compiuti interventi per stabilizzare lo smottamento con perforazioni del suolo.

In provincia di Sondrio, invece, è sotto stretto controlla la frana di Gallivaggio (maggio 2018): uno smottamento con parete di roccia alta 500 metri, con distacchi di materiale sia singoli che in massa. Per fronteggiare la situazione è stato progettato un rilevato paramassi, alto 12 metri sul lato di monte per intercettare la maggior parte di detriti franosi. Le opere si sono concluse e l’intervento è riuscito. Nel Bresciano, infine, si è intervenuti sulla frana di Niardo.