Milano, 3 dicembre 2020 - Gli impianti sciistici resteranno chiusi durante le festività natalizie e riapriranno il 7 gennaio. E' quanto si legge nella bozza del nuovo Dpcm. "A partire dal 7 gennaio 2021, gli impianti sono aperti, agli sciatori amatoriali solo subordinatamente all'adozione di apposite linee guida da parte della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome e validate dal Comitato tecnico-scientifico, rivolte a evitare aggregazioni di persone e, in genere, assembramenti", si stabilisce. Via libera, invece, agli "atleti professionisti e non professionisti, riconosciuti di interesse nazionale dal Comitato olimpico nazionale italiano, dal Comitato Italiano Paralimpico e/o dalle rispettive federazioni per permettere la preparazione finalizzata allo svolgimento di competizioni sportive nazionali e internazionali o lo svolgimento di tali competizioni". 

La mancata apertura degli impianti per le festività natalizie è un tema molto sentito in Lombardia: basti pensare che il Natale senza lo sci rischia di costare caro, visto che 700 milioni dei circa 10 miliardi di fatturato generato a livello nazionale dal turismo invernale legato alla neve - secondo le stime diffuse da Confindustria e Anef (Associazione nazionale esercenti funiviari) - arrivano dalla Valtellina e dalla province di Bergamo, Brescia, Lecco, Como.  Negli scorsi giorni  le regioni alpine, per evitare gli assembramenti nelle località turistiche e allo stesso tempo far partire la stagione turistica, avevano avanzato alcune proposte. Ad esempio concedere le vacanze di Natale sugli sci, ma solo per chi pernotta almeno una notte nelle diverse destinazioni o per chi possiede o affitta una seconda casa nelle zone sciistiche. Ma il governo è intenzionato a mantenere la linea del massimo rigore, per scongiurare una terza ondata.